Fabregas prima di Como-Manchester: «Rodriguez infortunato, Chalobah out almeno quattro gare»
Domani sera la sfida al Sinigaglia nel terzo turno di League Phase di Champions League. Il mister: «Lungo stop per Jesús, Vediamo se Kean ce la fa per sabato, Diao forse con l’Inter. Domani giornata storica per la nostra società, per i tifosi e la città. Un momento molto speciale».
Lettura 2 min.Mozzate
Domani ci sarà il Manchester United a bussare alle porte del Sinigaglia per sfidare il Como nel terzo turno di League Phase di Champions League. Cesc Fàbregas, allenatore dei lariani, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match casalingo per presentare la terza sfida europea di sempre. Riportando subito una brutta notizia, relativa allo stop di un altro giocatore biancoblù: «Sfortunatamente ci sarà un lungo stop per Jesús Rodríguez. Ha avuto uno stop all’ultimo secondo dell’allenamento, non sembra lieve ma più grave». Nel passaggio successivo, invece, è arrivato l’aggiornamento su Trevoh Chalobah: «Avrà minimo due settimane fuori, quindi quattro o cinque partite fuori». Infine, sui due attaccanti out per infortunio: «Moise Kean vediamo se sabato ce la fa. Assane Diao sicuramente come già detto, dopo la sosta può magari arrivare all’Inter».
La valenza della partita con il Manchester United, invece, Fàbregas l’ha espressa a chiare lettere: «Una giornata storica per la nostra società, per i tifosi e la città. Un momento molto speciale che stiamo vivendo in questi mesi. Noi, lo staff e i giocatori dobbiamo adattarci bene, giocando sempre con tranquillità e ambizione. Lo United è una grandissima squadra, così come lo sono i giocatori. Godiamocela, proviamo a vincerla». All’interrogativo, in un ipotetico futuro e visti i rumor di mercato in Inghilterra, di allenare all’Old Trafford invece il tecnico catalano si è chiuso fortemente: «Non voglio rispondere. È senza rispetto per Michael Carrick, per un’istituzione come lo United».
Il Manchester United sta vivendo una situazione critica in termini di risultati, ma l’allenatore catalano non è cascato nel tranello: «La crisi nel calcio non esiste. Non l’ho mai vissuta. Ogni tre giorni c’è una gara per la quale lottare e vincere. Siamo undici contro undici, loro come noi devono fare il meglio possibile. La crisi la inventate voi», rivolgendosi ai giornalisti. «Noi siamo professionisti, vogliamo competere da quando siamo nati tutti». Come si affronta un club blasonato come il Manchester United? «Si deve gestire in maniera naturale. Tanti giocatori non hanno mai affrontato impegni così vicini tra loro. Dobbiamo essere tranquilli e giocare con ambizione. Dobbiamo migliorare. Ma tra cinque anni saremo sempre migliori di ieri».
Sfidare una squadra di Premier League, dalla storia enorme come il Manchester United, al Sinigaglia domani «rappresenta molto per noi». «Sono arrivato qui quattro anni fa, come calciatore, e se vedessi cosa ho visto quando sono arrivato qui allora e com’è ora è tutta un’altra cosa. Dobbiamo essere umili però. C’è molto da imparare. Lo United è un club storico, che conosco molto bene. Competeremo sul campo, vedremo come andrà, ma rispettiamo chi sono e cosa fanno. I giocatori sono incredibili».
Con Nico Paz al suo fianco in conferenza stampa, c’è chi ha domandato se senta di essere qualcosa di più che un allenatore nel Como e Fàbregas ha risposto: «Io come Arsène Wenger per lui? No, ce ne sarà solo uno. Sento responsabilità, specialmente quando porti un giocatore giovane qua e il papà e la mamma ti lasciano il loro figlio. Poi i giocatori sono sempre molto bravi, ascoltano, lottano per quello che vogliamo. Comunque non voglio portare giocatori qua solo per farlo, ma voglio formare campioni, questa è la differenza. Inoltre, mi piace conoscere la famiglia dei giocatori, per capire chi arriverà. Il grande merito è di questi giocatori, di quello che fanno in campo, con questa qualità. A me basta questo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA