Festa Champions pazzesca
La serata Due pullman scoperti con la squadra a bordo hanno fatto il giro della città in un’atmosfera felliniana. Migliaia di tifosi hanno accompagnato i torpedoni, a passo d’uomo tra la folla con bandiere e fuochi d’artificio.
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Una notte così Como probabilmente non l’aveva mai vissuta. Un delirio azzurro ha attraversato la città, tra botti, fuochi, bandiere, sciarpe, cori, fumi. Accompagnando i due torpedoni scoperti, con su la squadra quasi al completo, che procedevano a passo d’uomo, come succede ormai nel calcio per festeggiare i successi. E qui per festeggiare la Champions League appena conquistata dal Como.
Ma nessuno si sarebbe immaginato di vedere quello che è apparso ieri sera. Quella che doveva essere una celebrazione al passaggio dei pullman in una piazza Cavour piena di gente, è diventata una magica serata, commovente, incredibile, che ha raccontato quanto la società indonesiana abbia risvegliato il senso di appartenenza azzurro. Lo diciamo subito: sembrava di essere ritornati agli Anni Ottanta, alle feste in piazza del Como Club Pucci, le cene in piazza, quando la squadra era una figlia prediletta della città, e non la figlia povera, reietta, dimenticata, non riconosciuta come è stata per tanti, troppi anni. Scene che non pensavamo di poter rivivere. Ma ieri sera è stata la serata del risveglio azzurro, con gente sbucata da ogni dove, con le maglie, le bandiere, le sciarpe, i sorrisi e le emozioni. Bellissimo. Una serata che può anche suonare da sveglia: ecco tutto quello che è stato creato attorno al Como, adesso alimentiamolo, facciamolo diventare marchio di fabbrica, orgoglio, senso si appartenenza. Le basi sono state gettate. E che basi. Si è visto ieri sera. Partiamo dall’inizio?
Bandiere e striscioni
La società già dalla sera del successo a Cremona aveva fatto trapelare la possibilità che ieri si sarebbe organizzato qualcosa. Nel pomeriggio i dettagli. Due pullman scoperti avrebbero lasciato lo stadio alle 20, per percorrere il girone, viale Varese, viale Cattaneo, via Cesare Battisti, Nazario Sauro (il controviale di viale Lecco), Piazza Cavour. I due pullman, parcheggiati all’interno dello stadio, qualche minuto di ritardo per via di Nico Paz arrivato un po’ dopo l’appuntamento (ma allora è un vizio... Va beh, perdonato). La notizia però era fuori. Perché nel piazzale Borgonovo, all’esterno della tribuna centrale, si era radunata una folla pazzesca, con bandiere e striscioni che faceva subito capire che razza di serata sarebbe stata. Due ali di folla all’uscita del cancello per aspettare i pullman. E quando si sono accesi i motori, il delirio: lo sventolare frenetico delle bandiere, i cori, chi non salta di qua, chi non salta di la, e il boato al passaggio dei due torpedoni. Tutti i giocatori con la maglia «Como si dice Champions?», riportata anche su uno striscione che pendeva sulla fiancata. E dalle casse sui pullman usciva musica a tuono, che faceva ballare la gente e i giocatori. Sul primo pullman, in prima posizione, in piedi, come un capo clacque, Nico Paz, che salutava con la mani al coro incessante Nico-Nico. Suwarso e Ludi appoggiati alla ringhiera, sorseggianti una birra, il presidente che ogni tanto accennava un passo di danza. Sul secondo pullman l’animatore Guindos che dirigeva i cori. Pazzesca la gente: due ali di folla in viale Varese, bandieroni della curva sparsi qua e là, e la gente che man mano che i torpedoni a passo d’uomo passavano, si mettevano dietro a seguirli a piedi, una scia azzurra d’amore. In piazza Vittoria sosta prolungata, mare di persone, torce e fumogeni dei Pesi Massimi, c’erano ance Federica Balducci la figlia di Nino e Juary capo degli Eagles Cantù. All’imbocco di via Nazario Sauro, il delirio perché dagli altoparlanti è uscita “Pulenta e Galina Fregia” di Van de Sfroos, e i cori sono rimbombati sui muri e sulle case. E allora tutti a piedi dietro il pullman in via Sauro e le moto e le auto in Viale Lecco a seguire il corteo lateralmente, mentre la curva aspettava tutti in Piazza Cavour con uno striscione dedicato al compleanno della società, 119° anni, la dedica «In Italia, in Europa, nel mondo». Già perché ieri era il 25 maggio, compleanno del Como che sicuramente non ha mai avuto un compleanno così. Pullman fermi 20 minuti in pazza, fuochi d’ artificio fumogeni e cori, anche per i giocatori. Parole di Ludi, di Suwarso e di Paz. Che ha detto: «Ragazzi è solo l’inizio». Mamma mia ragazzi, che bello, che sballo. E la festa è appena cominciata.
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