«Forse ho sbagliato. In Champions fuori casa è tutto diverso»
IL MISTER Le parole di Fabregas a fine partita: «Qui per noi era la prima volta, anche per me da allenatore». «Abbiamo una strada da seguire, piano piano ce la faremo». Diao: «Sentiva che non poteva correre più»
Lettura 2 min.rotterdam
«Forse ho sbagliato qualcosa nelle scelte»: Cesc Fabregas non si asconde dopo la partita con il Feyenoord. Tre anni fa erano in Serie B, ieri alla prima trasferta della storia in Champions League, ma nello stadio infernale del De Kuip il Como è caduto per 3-2. La rete per riaprire la partita contro il Feyenoord è arrivata troppo tardi con Tasos Dovuikas. Si parla del ko di Assane Diao. «Sentiva che non poteva correre più. Con il gol ha sentito qualcosina», ha motivato la sostituzione l’allenatore dei biancoblù nel post-partita.
Assane
«È un giocatore importante, si è visto anche oggi, nel modo in cui abbiamo giocato. Si è visto nel gol. Speriamo di averlo preso in tempo», l’augurio dello spagnolo. Slittando in seguito sull’analisi della sconfitta, dopo il 4-1 rifilato al Lipsia e che aveva impressionato l’Europa: «Giocare in casa o in trasferta sono due mondi a parte. C’è più livello qui che in un Mondiale: il Bayern ha sofferto con i titolari, anche il Barcellona è durissimo andare in trasferta in Champions». Tuttavia, Fabregas non ha perso la tranquillità o la fiducia nel gruppo, sottolineando che in fin dei conti la trasferta di Rotterdam è un privilegio, mentre gareggiare in Europa «è un regalo della scorsa stagione». Non solo: «Partecipare a questa competizione è un regalo per questa società e continuo a dirlo. Abbiamo una strada da seguire, piano piano ce la faremo. Dobbiamo avere mente fredda e continuità». Per affrontare a viso aperto i primi in classifica in Eredivisie l’allenatore del Como ha schierato Nico Paz falso nove, con Martin Baturina alle sue spalle ma in continua rotazione, con l’inedita scelta di Kaiki Bruno alto a sinistra e Alex Valle basso nella linea difensiva a quattro. Tattiche studiate appositamente per cogliere di sorpresa gli avversari, «come abbiamo visto con il nostro gol di Diao», ha spiegato Fabregas. «Qui per noi era la prima volta, anche per me da allenatore e ci sono stati momenti positivi. Forse ho sbagliato alcune scelte. Dobbiamo gestire tre competizioni. Con il 3-1 poi la squadra non ha mollato. Possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Nel finale abbiamo dominato ma loro hanno meritato di vincere».
Al De Kuip nella seconda frazione di gioco, tuttavia, è stato lasciato ampio spazio a Hadj Moussa e Zequiel di avanzare e calciare in porta, ma il tecnico catalano ha tolto ogni colpa ai suoi ragazzi. «Lasciamoli tranquilli. Sono cose che succedono e siamo nella seconda partita della storia di Champions di sempre. Adesso serve serenità», ha suggerito. Di certo Fabregas non ha voluto sentir parlare di questione di inesperienza: «Il Feyenoord è una squadra forte, soprattutto in casa. Si divertono a giocare insieme. Come noi con il Lipsia. Loro sono abituati a vincere e ad andare forte. Fuori casa le cose cambiano, noi dobbiamo imparare a gestire questo. Io però non credo tanto nell’inesperienza. Livello o non livello, è questo il tema».
Critiche
Riproponendo il mea culpa di fronte ai media e alla stampa: «Sparate a me, non ai giocatori. Pensiamo alla Fiorentina, che è la cosa più importante». Douvikas, in rete allo scadere, è partito dalla panchina e la ragione è semplice: «Abbiamo un attaccante, dobbiamo gestirlo bene e c’è la Serie A». Infatti Moise Kean ieri non era nemmeno convocato per la trasferta di Rotterdam, alle prese con un problema alla tibia che potrebbe tenerlo fuori anche oltre il crash test al Franchi con la Fiorentina questa domenica. E spostando il focus proprio sulla Viola, Fabregas ha spiegato: «La Serie A è la cosa più importante per noi. Ci dà l’opportunità di stare qui, insieme». Umore diametralmente opposto, logicamente, per l’allenatore del Feyenoord Giovanni Van Bronckhorst, riuscito a riscattarsi dalla brutta figura con il Barcellona alla prima uscita in Champions League stagionale: «Il calcio che abbiamo visto è motivo d’orgoglio», ha esordito. «L’1-1 ci ha aiutato abbastanza in una tappa difficile della partita. Non abbiamo mai perso la mentalità contro una squadra del genere. Visto la reazione dei ragazzi al gol subìto?». Gli olandesi hanno fatto male alla retroguardia del Como anche e soprattutto grazie ad Hadji Moussa, che ha bruciato la corsia destra.
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