Gioco e 4 gol: Como show

La partita Lezione di calcio degli azzurri a Marassi contro il Genoa. Sotto 1-0, rimonta e poi dilaga con facilità. Doppieta di Diao, gol di Baturina e Paz, debutto di Kean con un bell’assist. E i lariani per una notte sono primi

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inviato a GENOVA

Ma che lingua parla questo Como? Che idioma è? Arabo? Ostrogoto? Aramaico antico? Sicuramente un linguaggio che nel calcio italiano nessuno parla. E con quel linguaggio, mentre gli avversari si guardano in faccia e si chiedono «Eeeeeehh?», stordisce tutti. Sindrome di Stendhal. E così gli azzurri (ieri bianchi) incantano Marassi con il loro calcio fantastico, delizioso, un po’ gotico un po’ barocco, e vincono 4-1. Con segnali di Paz ritrovato, in crescita, e il debutto di Moise Kean, il centravanti della Nazionale (così per ricordarlo). Una prestazione che ha spinto un paio di addetti ai lavori a digitare sulla tastiera del telefonino: «Mai visto nulla di simile».

Cronaca

Il Como si è presentato a Marassi con poche sorprese. Quasi nulle. Come ipotizzato alla vigilia, Fabregas ha pensato di dare un turno di riposo a Valle e Milla, che avevano giocato 90’ nelle precedenti partite, poi ha optato per fare restare seduto il centrocampista e non ha rinunciato all’esterno che, onestamente, è in una condizione di forma incredibile. Per il resto, detto di Perrone al posto di Milla, Fabregas ha mandato in campo la formazione di Napoli, con Kean accomodato (come previsto) in panchina. Genoa muscolare, lottatore, spinto da una tifoseria commovente, Como tecnico, chirurgico, geometrico, venuto fuori dallo studio di Renzo Piano. Una precisione di linee di passaggio pazzesca. Nel primo quarto d’ora i muscoli del Genoa hanno cercato di fare argine. De Rossi ha piazzato Sabelli e Ellertson molto larghi per cercare di allargare il fronte del gioco, anche se con questo giochetto Fabregas va a nozze. Comunque è vero che l’1-0 del Genoa è venuto per una imbucata centrale di Baldanzi su cui Colombo è scattato come un centometrista, ha superato in velocità Ramon, ha messo in mezzo per Osmajic che ha anticipato Chalobah e ha messo in rete da due passi. Sul gol vanno dette due cose. La prima, che nell’azione era la prima volta che Colombo e Osmajic si invertivano, e questo forse ha preso in contropiede i due centrali del Como. Seconda cosa, non è la prima incertezza di Ramon in questo inizio di campionato, che nell’occasione è parso lento e poco reattivo. Ci sta, forse, che con la sua struttura importante, abbia un po’ più di tempo per entrare in forma. Comunque il Como non ha fatto una piega. Aveva già impegnato Bijlow due volte con Couto e Paz, e al 25’ ha raddrizzato la partita con un capolavoro, un altro, di Baturina, sempre ispirato, sempre capace di alternare forza fisica a classe, che dal limite dell’area ha fatto partire un raggio laser rasoterra che si è infilato alla sinistra del portiere rossoblù. Cinque minuti, e il Como era in vantaggio. Cross dell’ispirato Valle da sinistra, spizzata difensiva di Ostigaard che arrivava sui piedi di Diao: tocco morbido da due passi e 1-2. Il Como non si fermava, ricamava azioni sul tombolo, figure geometriche da caleidoscopio, disegni da architetto, e arrivava al terzo gol, di Paz. Una scodellata di Couto pescava Nico sulla destra che chiudeva in porta con apparente facilità. E nell’esultanza, si beccava anche un paio di bottigliette di plastica addosso, dallo sfiduciato popolo rossoblù.

Ripresa

Popolo rossoblù sfiduciato ma commovente nello spingere la squadra a inizio ripresa, forse speranzosi per l’ingresso di Vitinha, mentre Fabregas non toccava nulla. Qualdo Kean si è alzato dalla panchina, Douvikas ha provato due volte a segnare il terzo gol, ma non ci è riuscito. Poi ecco le trecce rasta, e il tronco d’ebano che c’è sotto, galoppare all’ingresso in campo. Cercare la corsa in profondità, applaudire Paz per un lancio non andato a segno. Scattare su un lancio in profondità e fornire un fantastico assist a Diao per il 4-1. Fabregas gli ha già tolto l’egoismo? Infine, la sensazione che questa squadra davvero potrà andare molto lontano.

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