Il Sinner di Wimbledon è anche un po’ comasco

Riccardo Piatti, lariano, con Volpini e Mayr, si congratulano con il campione: «Un saluto dai tuoi ex coach»

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Como

«Wimbledon Champion, cheers from your former coaches, Jannik! Congratulations to you and to your team!». Il messaggio compare su Instagram, alla pagina ufficiale del Piatti Tennis Center. A corredo, una foto di Jannik Sinner che alza il trofeo vinto a Wimbledon e una che ritrae Riccardo Piatti, il collaboratore Andrea Volpini e Heribert Mayr, primo maestro di Sinner in Alto Adige, che alzano un calice di vino.

C’è un po’ di Como nella carriera trionfale del tennista numero 1 al mondo, fresco vincitore di Wimbledon – il secondo consecutivo dopo il titolo del 2025 - grazie al successo in rimonta sul tedesco Alexander Zverev. Riccardo Piatti, comasco, uno dei coach di tennis più importanti è stato il suo talent scout. L’ha scoperto quando era ancora un ragazzino, l’ha cresciuto nella sua accademia di Bordighera, fino alla separazione avvenuta nel 2022, dopo gli Open d’Australia. Una separazione che destò scalpore, non annunciata. Fu uno strappo annunciato in maniera un po’ fredda da Sinner. Ma il tempo aggiusta molte cose e, infatti, non sono mai mancate parole d’affetto da parte di Piatti per Sinner. E il campione non ha mai nascosto la sua riconoscenza verso il maestro. Basti ricordare lo sguardo stupito al Roland Garros lo scorso anno quando, intervistato, gli fecero notare la presenza di Piatti e Volpini in tribuna: «Gli anni passati con Riccardo sono stati importantissimi per me e per la mia carriera, poi ho fatto un’altra scelta che comunque mi ha fatto diventare il giocatore che sono ora. Ha un bellissimo centro, tante cose belle sono successe lì. È anche grazie a lui che sono qua».

Recentemente, dopo la storica vittoria di Sinner agli Internazionali d’Italia, Piatti ha avuto ancora belle parole per il “suo” campione, premiato a Roma da Adriano Panatta: «Quando iniziai come coach, il mio sogno era che uno di quei giocatori che avrei allenato potesse vincere Roma e Parigi, dove Adriano aveva fatto la storia del nostro tennis». Un sogno realizzato grazie a Sinner: «E poi è arrivato Jan, che ho avuto la fortuna di vedere crescere da vicino e che continua a crescere, scrivendo la storia del tennis italiano», ha sottolineato l’allenatore.

Il legame con Como non è solo con Piatti, ma anche con il Tennis Como. Perché un giovanissimo Sinner partecipò al Challenger Atp nell’edizione del 2018, con una wild card per il tabellone principale, quando l’altoatesino era un promettente diciassettenne. Ma il suo torneo durò solo 71 minuti. Fu infatti sconfitto al primo turno dallo slovacco Andrej Martin in due set, con il punteggio di 6-3 6-2.

Forse in pochi ricorderanno questa fugace apparizione. Tra questi c’è Paolo Carobbio, direttore tecnico del Tennis Como e del Challenger: «Sinner giocò grazie a una wild card federale, richiesta da Filippo Volandri: già allora aveva visto del talento. A quei tempi Jannik era troppo esile per competere con giocatori già affermati. Ma si vedeva qualcosa di speciale nel suo gioco. Ricordo anche un ragazzo con la testa sulle spalle, degno allievo di Piatti, che tiene molto al comportamento dei suoi ragazzi. Fu un flash, ma lo ricordiamo ancora oggi».

L’anno dopo, Sinner vinse il Challenger di Bergamo: «Capii che era un predestinato, altrimenti a 18 anni non vinci un Challenger. Da quel momento, è partita l’escalation».

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