Il valzer dei coach. Quelli stranieri fanno tendenza

Basket Serie A Gli allenatori di altri paesi sono già 6. Vitucci tra i veterani con Bucchi, Ramagli e Repesa. Tantissimi i nomi legati a Cantù nei campionati di A2 e B

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Cantù

Avanza il tecnico straniero in serie A. Non si ferma la tendenza nel massimo campionato di basket italiano: il coach di altri paesi, di altre scuole fa sempre più tendenza. Quest’anno, saranno come minimo sei e, probabilmente, il tecnico di una delle due squadre di Roma potrebbe essere il settimo. E sarà statunitense: Spqr – la “vecchia” Cremona - punta infatti a Dwane Casey, premiato nel 2018 come miglior tecnico della Nba quando guidava i Toronto Raptors. Esterofilia trionfante quindi in quasi mezza serie A come dimostrano le scelte di Napoli con il croato Jasmin Repesa, Treviso con l’argentino Marcelo Nicola, Varese con il greco Ioannis Kastritis, Venezia con il confermato Neven Spahija, croato. Stesso coach anche per Reggio Emilia, che ha rinnovato la fiducia al greco Dimitri Priftis, cambio di rotta alla Virtus Bologna che ha scelto lo spagnolo Alex Mumbrù.

Nel resto della serie A, saranno nove i tecnici italiani, molti dei quali confermati, come Adriano Vetemati a Udine, Peppe Poeta a Milano, Mario Fioretti a Tortona, Francesco Taccetti a Trieste e Alessandro Ramagli a Verona. Mettiamoci dentro anche Matteo Cotelli il cui sbocco naturale dopo Brescia sarà alla Maxima Roma, che ne ha acquisito i diritti e pure doversi contratti in essere. In pratica, solo Cantù (con Frank Vitucci), Trento (con Alessandro Rossi) e Scafati (con Piero Bucchi) hanno cambiato il tecnico italiano.

Organici e panchine

Ma la lettura degli organici e delle panchine di A2 e di serie B dà la misura di quanto il trend sia cambiato nella massima serie. In A si scelgono perlopiù profili stranieri, ma spesso anche giovani. Vitucci, Bucchi, Ramagli e Repesa guidano il gruppo ristretto dei veterani. Che, ora, è più facile ritrovare nelle minors.

Tra A2 e B non mancano infatti i nomi di tecnici con un passato importante in A e ci sono anche tantissimi nomi legati a Pallacanestro Cantù, per averla allenata in passato. Guida il gruppo Stefano “Pino” Sacripanti nuovo head coach dell’Urania Milano, dopo le non esaltanti esperienze a Pesaro e Pistoia. Un altro canturino “doc”, Nicola Brienza, si è accasato all’ambiziosa Brindisi alla sua terza stagione in A2, mentre un veterano dei campionati di A come Franco Ciani ricomincerà da Pistoia. Prima esperienza in panchina per Luca Vitali, alla Dinamo Sassari: per poco, ma è stato un giocatore di Cantù nei playoff promozione 2021/22. E fa un certo effetto vedere altri totem della pallacanestro al secondo livello dei campionati: Stefano Pillastrini è ormai un’istituzione a Cividale, Lino Lardo guiderà la Juvecaserta (nel palmarès Reggio Calabria, Virtus Bologna, Milano e la Nazionale femminile) fino ad arrivare ad Andrea Diana (Libertas Livorno) in A con Brescia, Verona e Trapani, Demis Cavina che guiderà la Fortitudo Bologna, Sandro Dell’Agnello confermato a Rimini e Giorgio Valli nuovo coach di Pesaro.

Non sfugge dai radar la serie B, categoria frequentata fino alla scorsa stagione, prima del ritiro dalle scene, da Meo Sacchetti. Luca Dalmonte – fa strano vederlo così in basso – allenerà la “sua” Andrea Costa Imola e, sempre a proposito di ex Cantù, Devis Cagnardi sarà sulla panchina di Agrigento, mentre Michele Carrea, dopo Cantù, ha firmato con la Viola Reggio Calabria. Altri “vecchi” saggi saranno di scena al terzo livello del basket, come Marco Calvani a Brescia, già rinata. Curiosità: nel girone B ci sarà Davide Villa alla Virtus Roma. Ex Urania, non avrà molto a che fare con Cantù, ma alla sua prima sfida contro la S.Bernardo dichiarò che, da bambino, frequentava spesso e volentieri il Pianella in compagnia del papà.

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