Un libro aveva previsto tutta la storia del Como: il Montralupo e lo sceicco arabo
Calcio La vicenda in un inedito dello scrittore comasco Aldo Pagano del 2003: un paesino diventato turistico e la crescita sino allo scudetto sfiorato
Lettura 2 min.Como
Questa è una storia incredibile. Uno scrittore aveva previsto tutto. Aveva visto prima (pre-visto) quello che sarebbe successo a Como anni dopo. Lo aveva inventato. Lo aveva reso romanzo. Lo aveva scritto in un’opera del 2003, 23 anni prima della Champions del Como dal nulla; o, se preferite, 15 anni prima dell’avvento degli Hartono a Como. Il fatto che lo scrittore in questione sia Aldo Pagano, dunque comasco (d’adozione: è originario della Sicilia: ha scritto quattro romanzi polizieschi, “La trappola dei ricordi”, “Caramelle dai conosciuti”, “Motivi di famiglia” e “Erba d’annata” per Todaro e Piemme, e ora sta scrivendo un quinto libro), rende tutto davvero bizzarro. Il libro è rimasto nel suo cassetto senza essere pubblicato per tutti questi anni.
L’opera si intitola “Tra la testa e il cielo” e racconta la storia dell’uomo più ricco del mondo, Sua Altezza Hadèc Xeinamùs, emiro del Bornai, sceicco dell’Halaf, che si imbatte per caso nel paesino siciliano di Montralupo. Si imbatte sul serio. Perché l’aereo privato su cui vola assieme al fido Nagib, suo braccio destro, è costretto all’atterraggio di fortuna proprio sul campo della locale squadra di calcio.
La trama preveggente
Per farla breve: lo sceicco, inizialmente anche per scusarsi dell’aver rovinato il campo alla vigilia del campionato, comincia a occuparsi della squadra, che dai campetti di periferia porterà su su su, sino a giocarsi lo scudetto con la Juventus in serie A. I clamorosi punti di contatto tra le due vicende, anticipate una ventina d’anni prima, stanno in più particolari. Lo sceicco non si vedrà più e non parlerà più, ma farà agire Nagib, proprio come succede con Hartono e Suwarso; la squadra capitanata dalla proprietà araba diventa un imbarazzo per il calcio italiano, visto che vuole cambiare il sistema dall’interno e per questo Berlusconi, Moratti, Cecchi Gori, Sensi eccetera si riuniscono per cercare di arginare il nuovo sistema; il paesino di Montralupo, grazie ai successi della squadra, e dunque meta di tifosi e curiosi, diventa una attrazione turistica. A voler fare una battuta, potremo dire che la vicenda del Como è ancora più incredibile di quella del Montralupo (il famoso caso in cui la realtà supera la fantasia) visto che il Como è riuscito dove la squadra siciliana nel libro non riesce: ad andare in Champions League.
La nascita dell’idea
«Sono un appassionato di calcio, tifoso della Fiorentina. E come tutti i tifosi delle squadre che non rappresentano l’élite politica del pallone, c’è la sindrome della squadra che vorrebbe vincere sugli interessi economici e a imporsi»
Ma come era venuta l’idea a Pagano? «Sono un appassionato di calcio, tifoso della Fiorentina. E come tutti i tifosi delle squadre che non rappresentano l’élite politica del pallone, c’è la sindrome della squadra che vorrebbe vincere sugli interessi economici e a imporsi. Sono amico di Filippo Grassia (famoso giornalista sportivo, oggi collaboratore Rai, ndr) e con lui ho avuto modo di vivere il calcio dietro le quinte. Mi è sempre interessata la geopolitica del pallone e mi sono divertito a scrivere una storia in cui una piccola società si scontra con interessi di Palazzo e intrighi vari. Veri o presunti». Il fatto che a Como si stia replicando una storia simile, non lo lascia ovviamente indifferente: «E’ una storia meravigliosa che seguo con interesse, anche per gli influssi che ha sul territorio. L’unica cosa è che... se va avanti così il mercato, rischierà di esserci un derby personale Como-Fiorentina per le prime posizioni...».
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