(Foto di Foto Roberto Colombo)
Serata L’appuntamento allo Yacht Club con i premi della stagione assegnati da Lariosport. Lupi ha ritirato il riconoscimento per il miglior allenatore, Olimpia Cadorago squadra dell’anno
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como
C’è un appuntamento, nell’estate comasca, che non manca mai. Ieri sera, per il terzo anno consecutivo, sono andate in scena allo Yacht Club le premiazioni dei protagonisti del calcio dilettantistico comasco, organizzate dalla redazione di Larisport. Come di consueto, è stata presentato il Larisportivo, l’almanacco del calcio comasco, giunto alla sua diciottesima edizione: un volume cartaceo, di per sé coraggioso, che resiste alla voracità e alla velocità dei social e di internet.
In un’atmosfera di festa e celebrazioni, la serata ha vissuto i suoi momenti-clou nel finale, quando sono stati assegnati i premi più significativi. Quello che più rappresenta l’essenza del calciatore dilettante è, senza dubbio, il Pallone d’Oro Lariano. Quest’anno è andato a Ivan Castria, 25 anni, attaccante dell’Arcellasco: con le sue reti nel girone di ritorno ha trascinato la formazione di mister Petrone a un’incredibile salvezza in Eccellenza.
Sul palco ha ricordato la punta di diamante della sua stagione, il gol all’Alta Brianza che è risultato determinante per la corsa alla salvezza. Una stagione particolare la sua, spesso in panchina nell’andata, grandissimo protagonista nel ritorno. «Ho imparato a non mollare».
E poi tutti gli altri premi. Andrea Lupi è stato eletto miglior allenatore, Panchina d’Oro Lariana-Aiac: ha contribuito al ritorno dell’Ardita Cittadella, con una grande cavalcata in Prima A, al ritorno in Promozione dopo un solo anno. Menzione particolare per una realtà molto particolare, l’Olimpia Cadorago (quasi tutti i giocatori sono “autoctoni”): per il secondo anno consecutivo, si aggiudica il premio di “squadra dell’anno” dopo un clamoroso “back to back”, una doppia promozione dalla Terza alla Prima in un biennio.
Altri riconoscimenti singoli, classici della serata di premiazioni: Andrea Donegana è il miglior portiere, una vera rivelazione il giovane numero uno della Cdg Veniano, mentre va a Riccardo Banfi (mister del Bulgaro Under 17) il Seminatore d’Oro e ad Abdelati Faquir (Olimpia Cadorago) quello di miglior giovane.
Targa anche alle squadre vincitrici di un campionato (Ardita Cittadella, Perticato, Olimpia Cadorago e Bregnanese Ardor) e dei playoff (Cdg Veniano e Vasca), ai celebri “uomini copertina” e infine una serie di premi speciali, tra cui spicca la Scarpa d’Oro Mattia Airaghi, premiato per i suoi 31 gol con la maglia dell’Itala. Oltre a Menaggio Csi (premio Fair Play), Federico Rossini (Aia Como), Sant’Elia (vincitrice Como Football Cup), Ibrahim Younes (Cassina Rizzardi, premio Golden Boy).
Al di là dei premi, la solita serata di festa, impreziosita dalla location, con la gente in terrazza a godersi il panorama, e qualche ospite particolare. E’ arrivato Dave Bell, l’allenatore inglese da anni nello staff tecnico del Como. E’ arrivata Ludovica Melgrati, nipote di Roberto ex capitano del Como, che ha appena vinto lo scudetto Under 15 con il Milan. E’ arrivato Christian Boscolo, ex azzurro, adesso allenatore delle giovanili del Renate che l’anno prossimo ritroverà Jack Gattuso, che allenerà la prima squadra. Ma forse a Lariosport la cosa che ha fatto più piacere è stato vedere giocatori e dirigenti di squadre dei dilettanti, anche non premiati, aver fatto chilometri pur di esserci (Dongo, Alto Lario e Porlezzese ad esempio), segno che questa manifestazione è sempre apprezzata ed è un punto fermo della stagione. Come ha ricordato sul palco Roberto Montorfano coadiuvato da Marta Poletti nelle premiazioni.
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