La Spagna siamo noi: il parallelo tra la scuola iberica e il Como

IL PUNTO Il Mondiale ha spiegato come mai il progetto azzurro affascina e spaventa tanto il calcio italiano. Lodi per l’attenzione ai giovani e per le doti di palleggio: esattamente i cardini del piano di Fabregas qui

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Como

Avete unito i puntini? Siamo sicuri di sì. E non era nemmeno così difficile. Il Mondiale spagnolo ha detto chiaro e tondo perché il progetto del Como di Fabregas, da una parte affascina tanto, e dall’altra spaventa altrettanto grandemente il calcio italiano. La Spagna ha vinto il Mondiale e a tutti quelli cui stanno a cuore le vicende degli azzurri è corso un brivido dietro la schiena.

Luce

Il calcio spagnolo, fatto di fraseggio e qualità tecnica e di fiducia ai giovani nella preparazione delle squadre e nel lavoro delle cantere, è lo stesso che si coltiva con l’innaffiatoio e il rastrello a Mozzate da tre anni. All’inizio probabilmente pochi lo hanno capito, forse quello del Como all’inizio è stato scambiato per una enclave spagnola costruita da Fabregas a Mozzate dove potesse chiamare gli amici, ma questo poteva albergare solo nella testa di chi è miope e ragiona sempre alla solita maniera italiana: sacche di potere, favori, amici degli amici. Invece no. Qui è stato declinato alla comasca un nuovo progetto calcistico che ha riportato la Spagna in cima al mondo. E le regole, le visioni, i motori, la filosofia, i dogmi, i caratteri, la lingua, i meccanismi, i ragionamenti, le prospettive, il sistema sono gli stessi. Esattamente gli stessi. Un nuovo progetto che ha riportato la Spagna dov’era 15 anni fa, perché sembra ieri ma gli anni passano. Il trittico Europeo-Mondiale-Europeo della Roja era sfumato lasciando spazio al calcio di club inglese e a quello francese e argentino nelle nazionali. Italia, sparita. Ma in Spagna hanno lavorato estremizzando ancora di più il lavoro sui giovani, presentando personaggi come Lamine Yamal, Nico Williams, Cubarsi che a 18 anni sono già pronti a decidere un mondiale e a prendersi anche i premi per i migliori giovani della rassegna. E’ bastato sentire la filippica di Lele Adani sulla Rai, mentre la Spagna alzava la Coppa del Mondo, per rendersi conto che le parole spese per raccontare la Roja potevano essere copiate e incollate esattamente per il Como.

Modello

Fa impressione vedere che in Europa c’è un sistema spagnolo che vince grazie al gioco e che di quel sistema c’è una depandance italiana a Como, a Mozzate, dove i sistemi di costruzione sono stati per mesi poco capiti, anche osteggiati, dove l’unico sport mediatico è ricordare al Como gli impegni del fair play finanziario, invece di andare a capire che i Cubarsi, gli Yamal e gli Williams sono i Rodriguez, i Diao, i Ramon. Stessa roba. Il Mondiale appena finito al meno ha avuto la capacità di fare un disegnino a chi ancora non aveva capito una cippa.

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