Liberali: «arrivo anch’io»
Il personaggio Dopo la sosta tutti lo aspettano. «Devo migliorare in vari aspetti, lo farò grazie ai consigli di Da Cunha e Baturina»
Lettura 2 min.Como
Mattia Liberali non ha ancora avuto la chance di esordire da titolare nel Como, ma accadrà presto. Concluse le partite di qualificazione agli Europei Under 21 nell’Italia di Silvio Baldini, il fantasista di 19 anni tornerà da Cesc Fabregas e di fronte a un calendario tanto congestionato di impegni avrà la sua occasione. Intanto il ragazzo, semplice e tranquillo, si gode ogni aspetto dell’avventura cominciata in estate: «Questi primi mesi sono stati positivi e molto formativi. Ho imparato tante cose e ne imparerò altrettante», racconta nell’intervista a ComoTV. Ha già debuttato in Serie A con la maglia del Milan (nel 2024 contro il Genoa), poi Catanzaro in Serie B e il trasferimento sul Lario, oltre alla Champions League. «Sono successe tante cose, una dopo l’altra. È bellissimo, ma non ci penso spesso perché devi dimostrare giorno dopo giorno», riconosce lui stesso.
Parole
Sembra quasi di sentir parlare il suo allenatore, che lo ha definito un diamante con qualcosa di speciale: «Sicuramente mi rende orgoglioso. Ha giocato a calcio a livelli importantissimi». Qualcos’altro li accomuna, ossia la passione per il calcio, che trasuda perfettamente da alcune clip di gol firmati da un Fabregas giovanissimo all’Arsenal: «Si vede la fame e la voglia che aveva. E da allenatore non le ha perse: cerca di trasmetterci veramente tutte le sue idee, emozioni e sensazioni. Vuole dimostrare». C’è ancora tanto lavoro da fare per permettere a Liberali di esprimersi al massimo delle sue possibilità, ma c’è la guida catalana ad aiutarlo «nell’ultimo passaggio, l’assist e il tiro», così come «negli aspetti difensivi». Questione di tempo e adattamento per un «trequartista ibrido», mentre il capitano Lucas Da Cunha lo ha preso sotto la sua ala fin da subito: «Mi ha scritto prima che arrivassi per dei consigli», ha raccontato il numero 30 biancoblù. Nel complesso un «gruppo top», con due giocatori su tutti ammirati in maniera quasi istintiva. A partire da Nico Paz: «Mi piace come usa il corpo per spostare gli avversari. Ci gioca. Su questo è un fenomeno», ha detto, dopo aver visto il golazo segnato contro il Genoa la scorsa stagione, con una mimica facciale inconfondibile per apprezzamento.
Esempi
Allora cosa rubargli? «La sua fame nel difendere e certi colpi, come i tiri da fuori o le imbucate». Poi viene Martin Baturina: «Giocatore di estremo talento e qualità. Mi aiuta tanto in allenamento, parliamo spesso. Siamo due giocatori simili, tecnici e non di troppa gamba. Ha una pulizia di gioco, di calcio e nel fare sempre la scelta giusta», sospira il 19enne. E i suoi idoli? Da piccolo invece di appiccicare poster in cameretta si affidava ai video su YouTube: «Mi piacevano le migliori skills di Messi, Ronaldo, Neymar... questi giocatori sono dei fenomeni. Anche Totti: ero suo fan». Ancora non ha sfoggiato il suo miglior repertorio, ma il rapporto con i tifosi è positivo: «Sono eccezionali. Vengono a salutarci tutti i giorni e a me chiedono spesso della Nazionale», racconta Liberali. La curiosità di rivederlo in campo è tanta e dopo aver firmato fino al 2031 sa già vorrebbe essere ricordato: «Per aver vinto qualcosa e aver lasciato alla gente un bel ricordo di me». Chissà quale sogno nel cassetto conserva per questa stagione, con il Como a volare alto tra campionato e Champions. Lui intanto lo ha disegnato con carta e pennarello. Lo svelerà solo a fine anno, ma un indizio lo ha già dato: «Non mi ricordo come sia fatta».
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