L’urlo Champions e la grande emozione dei tifosi più anziani
Presa diretta La canzoncina dà i brividi al Sinigaglia. Il gruppo degli over 75 (più di settanta presenti) ha visto la partita dai seggiolini della tribuna d’onore
Lettura 2 min.Como
Quanto sono speciali le prime volte. Le desideri, le aspetti, provi a dar loro forma e colore. Inizi a pensarci. Conti i giorni. Un conto alla rovescia. I battiti del cuore a scandire il tempo che ti separa da quel momento. Tutte hanno un punto in comune: non saranno mai come le si era immaginate. Avranno sempre qualcosa di diverso, di speciale. Una sfumatura, una piega del tuo stato d’animo. E ogni comasco nella notte di ieri ne ha scoperto uno tutto suo. Un consiglio: conservatelo con cura. È e sarà solo vostro. Per sempre. Passano le ore. Si guarda quasi ossessivamente l’orologio. Ma quanto manca alle 21? La città si prepara. Qualcuno esce prima dal lavoro, altri espongono con ancora più orgoglio le bandiere, c’è chi arriva allo stadio ore prima. Nel tardo pomeriggio le strade del centro si colorano di azzurro con le maglie indossate. Chi dei tempi della C, chi di Nico col 79 o col 10, chi con il patch della Champions. Che sia una partita particolare lo si può comprendere dai volti e dalle espressioni. Tutti indossano dei sorrisi elettrizzati che raccontano gioia e attesa, ma mascherano anche un velo di tensione e adrenalina.
Degli amici sono al solito bar. Italia o Europa, con la scaramanzia non si scherza. Un bambino indossa una t-shirt con la scritta “Com-pions». Un fotografo cattura il momento. «Papà ma dove va la mia foto?». «Sul giornale che legge il nonno», lo rassicura il padre. Intanto, da dentro lo stadio un suo coetaneo urla «Forza Como». Mancano poco più di un’ora e mezza, si entra. Passa qualche minuto e parte per una prova acustica la musichetta della Champions. La magia riempie l’atmosfera. I tifosi studiano le novità del nuovo Sinigaglia. Una è in tribuna d’onore. Dove non sono presenti né Suwarso né altri dirigenti del club. Hanno lasciato il posto ai tifosi più storici del Como per ripagarli di quella fede che li ha accompagnati per tutta la vita. Sono 70 gli anziani invitati. A passo lento si siedono, guardando il campo da una prospettiva mai vista prima. Nei loro occhi la fanciullesca meraviglia si unisce alla commozione per i tanti ricordi legati a quei colori. A bordo campo c’è anche Del Piero. Come lui, tanti i tifosi eleganti. Il Sinigaglia si è vestito elegante per una notte d’élite. Sono le 20.58.
I bambini accompagnano i calciatori in campo. Alle spalle il pallone della Champions che ondeggia. Nel cielo la musichetta conclusa con l’urlo finale.
La “nuova” curva si colora con la sua coreografia. Un quarto d’ora. Un quarto d’ora per il secondo appuntamento con la storia: Baturina segna il primo gol europeo della storia. La squadra si riunisce in un abbraccio. Lì, c’è tutta Como. Il boato è assordante. Si ripeterà per altre quattro volte. Per le reti di Douvikas, Diao e Perrone e per il fischio finale. E fa niente se dopo la rete del Lipsia ci sono stati minuti di sofferenza. Un’emozione in più. Prima partita in Champions, la prima al Sinigaglia, prima vittoria. E chi se la dimentica. Ieri al Sinigaglia c’erano tutti. Nonni, papà, figli e i pensieri per chi non ha potuto esserci. In quei 90’ c’era l’intera storia del Como e di chiunque ne abbia fatto parte. Como, non dimenticarti mai di questo giorno.
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