Tecnotream: Chiappafreddo sogna la squadra al completo
Intervista «Piano piano riavremo anche Giorgia al meglio, ma diamole tempo. Stiamo, comunque, risalendo»
Lettura 1 min.Como
La fine di un anno coincide spesso con il tempo dei bilanci, del guardarsi indietro e ripercorrere la strada fatta, per ripartire in quello nuovo con buoni propositi e rinnovate ambizioni. Un percorso a ritroso, fatto di ricordi, di vittorie e di sconfitte, che ha fatto anche coach Mauro Chiappafreddo, allenatore della Tecnoteam Albese in A2 femminile, che ha vissuto un 2024 ricco di emozioni, a livello personale e di squadra.
L’anno si è aperto con l’exploit della scorsa stagione, che ha visto la formazione comasca rientrare prima in zona pool promozione e poi giocare una seconda fase straordinaria, fino a sfiorare i playoff. «Nel complesso, credo che il 2024 sia stato un anno bello – dichiara il coach –. La scorsa stagione abbiamo avuto un crescendo importante, ottenendo 21 punti nella pool promozione. Se pensiamo che Perugia, che è salita direttamente in A1, ne ha fatti 22, quindi solo uno in più di noi, è facile rendersi conto di ciò che abbiamo fatto. Albese non era mai arrivata così in alto in A2».
Al termine della cavalcata, per il coach è arrivata anche la ciliegina sulla torta: la convocazione in Nazionale e gli Europei vinti insieme alla selezione Under 22. Una grande emozione che è servita a ripartire con ancora più carica nella stagione in corso, in cui, però, una buona dose di sfortuna ha complicato il percorso della Tecnoteam nel girone B.
A oggi, nulla è totalmente compromesso, ma l’ottavo posto non rispecchia il reale valore di una squadra che non è quasi mai stata al completo. «Abbiamo avuto un buon inizio, poi l’infortunio di Giorgia Mazzon è stato uno scossone importante – ammette Chiappafreddo –. Sono arrivate diverse sconfitte consecutive, nonostante non abbiamo mai smesso di giocare. Poi è arrivato anche quello al dito di Martina Veneriano, che per fortuna è rientrata bene. Piano piano riavremo anche Giorgia al meglio, ma diamole tempo. Stiamo, comunque, risalendo, abbiamo ritrovato i nostri automatismi».
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