Quella curva silenziosa senza tifo per il Como. I cori lanciati solamente dal 40’
Il settore più caldo ha cominciato a cantare soltanto alla fine del primo tempo. Dopo mesi la presenza di una tifoseria nemica ha cambiato il clima allo stadio
Como.
Qualcosa non torna. Nel giorno in cui la squadra avrebbe dovuto essere accolta da una standing ovation, da una carica roboante, un po’ per effetto dei successi precedenti, un po’ per spingerla verso una vittoria che l’avrebbe portata a due punti dall’Inter (rivale odiatissima e alla vigilia dello scontro diretto), si è assistito a qualcosa di inatteso. La curva del Como è rimasta in silenzio per oltre mezzora. Mentre dall’altra parte i rivali veneziani intonavano cori e pure insulti alle genti lariane. Cosa era successo? L’unico indizio è rappresentato dal fatto che in balaustra erano assenti i drappi dei gruppi che comandano la curva. E se mancano i lanciacori, la curva non segue nessuno negli slogan.
Non è la prima volta che succede un ingresso in ritardo dei capi tifosi. Ne diamo anche una spiegazione sociologica (magari sbagliando: chi scrive non è Crepet): negli Anni Settanta una maniera per segnare il territorio in curva da parte dei gruppi caldi del tifo, era arrivare il più presto possibile. Magari arrivavi due ore prima e vedevi lo stadio deserto e la fascia centrale della curva piena, magari tutti seduti, in silenzio, ma i gruppi ultrà erano quelli che entravano prima di tutti. Così affermando la loro presenza.
Oggi succede il contrario: in tutte le curve d’Italia ormai i gruppi delle curve sono gli ultimi a entrare, segno di affermazione, di comando. Nessuna sorpresa. Mode che cambiano. Normale. Ma ieri è successo qualcosa di non previsto. I capi tifosi sono entrati mezzora dopo e la curva è rimasta smarrita sin lì, senza appoggiare la squadra. Anzi il tempo si è protratto talmente tanto che sono partite iniziative spontanee di cori. Il tifo poi è tornato roboante dall’ingresso degli orchestrali. Il perché non si sa. Certo è che la sorpresa è stata doppia, visto che dopo mesi e mesi al Sinigaglia è tornata una tifoseria rivale e il clima è cambiato. Sfottò («Alta marea portali via»), e cori avversi. Ma neppure questo clima (pane degli ultras) ha spinto a farli arrivare all’inizio della partita. E chi ne risente è la squadra priva del sostegno necessario. Un peccato.
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