Questo Como è da Playstation. E così ha incantato l’Europa
L’analisi. La vittoria di Lens ha strabiliato addetti e commentatori. Negli ultimi tre anni sempre in crescita da gennaio in avanti. Azioni da gol che sembrano create al computer. Il presidente Suwarso fa i complimenti a Fabregas: «Sono ammirato»
Como.
Un Como da playstation. Quarto in classifica. La realtà supera la fantasia. Del resto è nei progetti di chi crea i videogiochi creare un prodotto uguale alla realtà. Ma in questo mondo al contrario, adesso ci si sorprende quando è la realtà ad essere simile alla fantasia. Stordimento e ammirazione: Questo ha prodotto il Como a Lens, un 9-1 dove (rischiando di esagerare) la cosa meno stupefacente è stata il risultato. Più del clamoroso 9-1, che ha fatto storia come raccontiamo accanto, c’è stata la prestazione. E una serie di giocate da videogioco. Si può vincere 9-1 con tiri da lontano, corner, rigori.
Ma qui i gol, praticamente tutti, tranne il primo, sono nati da trame che si vedono solo nei videogiochi, dai... Gli uomini di Fabregas sembravano quelli che fanno giravolte e sovrapposizioni sullo schermo di un Fifa 26. Sembravano guidati da un joystick. Il secondo gol? Da Kempf a Da Cunha, che gira verso Paz all’estrema destra, il cambio di gioco immediato per Valle che mette in mezzo, Douvikas gol. E il terzo gol? Un’azione nata nell’area del Como, uscita a un tocco, Caqueret, Valle, Da Cunha, lancio millimetrico a Douvikas che allarga per Paz e gol. E le reti di Da Cunha, la terza di Douvikas, di Baturina, Liberali e Papaccioli arrivate tutte da una manovra perfetta, con i passaggi che sembravano lasciare la striscia sul campo in sovraimpressione, tanto erano perfetti, diretti, spiazzanti. Scambi di tacco, tocchi in profondità, difesa avversaria presa sempre in contropiede, gestione degli spazi algoritmica, un calcio da AI.
Quello che ha colpito sono stati la voglia di spingere, di continuare a insistere quando il punteggio era ormai acquisito. Ciò ha portato anche a qualche critica, per un Como che non avrebbe avuto rispetto per gli avversari. In realtà è un problema solo italiano, all’estero anzi la sportività la si misura nell’insistere sempre, come mostrato dai tifosi del Lens che alla fine salutavano con gli olè i palleggi del Como. Piuttosto: quella voglia di andare avanti ha mostrato, da un parte l’incredibile fame che Fabregas ha trasmesso ai suoi ragazzi e dall’altra il divertimento che questi giocatori provano nel giocare. Due concetti-mantra per Fabregas, la cui parola d’ordine durante le partite è «Compite compite compite», cioè aggredire, competere. Lui si è limitato a dire: «Non ho visto grandi differenze con la partita di Feyenoord, qui ci è girato tutto bene e non capita sempre. Per questo dico ai ragazzi che bisogna voltare pagina e pensare alla prossima partita. L’esultanza della panchina per il gol di Papaccioli sul 9-1? Nessuna mancanza di rispetto, solo la gioia per un ragazzo che era stato fermo 9 mesi per un infortunio».
Intanto il presidente Mirwan Suwarso ha dedicato un messaggio a Cesc Fabregas su instagram: «Sono ammirato e non mi peseranno più tanto i voli notturni. È un privilegio e un onore poterti definire un collega». Collega nel senso di manager, probabilmente. La valorizzazione delle strategie in fondo per tutti e due è lo stesso mestiere.
Adesso c’è l’Inter. All’orizzonte una partita che è tutta un romanzo. Alla pari in classifica, forte delle lezioni che i nerazzurri hanno dato al Como lo scorso anno. Notate una cosa: nessuno ha fatto caso che l’Inter avrà un giorno di riposo in più. Polemichette da deboli. Ora il Como si sente così forte delle sue prestazioni che non ha paura di un giorno in meno di riposo. Adelante.
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