Recalcati: «Vitucci il meglio per Cantù. Capace ed esperto»
Basket Serie A L’ha avuto come assistente in Nazionale: «Non si discute, ne ha viste tante e ha saputo adattarsi». S.Bernardo «non avrebbe potuto fare scelta migliore»
Lettura 2 min.cantù
Messaggio Whatsapp sul telefono di Frank Vitucci, subito dopo la firma con Cantù: «Caro Frank, sai bene quanto sia legato a De Raffaele, ma la società non avrebbe potuto fare scelta migliore». Firmato Carlo Recalcati.
Anche la leggenda del basket canturino e italiano “benedice” la scelta di Cantù per la panchina della prima squadra. Del resto, molti anni fa, Recalcati lo scelse nel team di assistenti quando era ct della Nazionale. Ci aveva visto lungo e bene. È lo stesso “Charly” a ricordare quel momento: «È stato per un breve periodo con me, lo coinvolsi quando lasciò l’incarico Fabrizio Frates. Era assistente a Treviso, purtroppo non ci fu un gran seguito, perché il suo club non lo autorizzò a proseguire: c’erano troppi accavallamenti nei rispettivi calendari. Facemmo qualche raduno e qualche partita. Un rapporto finito presto né per mia, né per sua volontà».
E come mai Recalcati andò a pescare proprio Vitucci? «Mi piaceva per le sue qualità, anche per il fatto che avesse lavorato con grandi allenatori. Io poi amavo selezionare, oltre ai giocatori, anche altre figure: trovare nuovi allenatori, come successo anche con De Raffaele, oltre agli altri professionisti che ruotano intorno alla squadra. Mi piaceva allargare la cerchia dei collaboratori».
Vitucci, quindi, è stata una buona presa, secondo l’opinione di Recalcati: «È un allenatore che non si discute, per tanti motivi. Per la sua esperienza e per aver lavorato in situazioni diverse, sempre con ottimi risultati. Nella carriera di un allenatore, a volte si gioca per il massimo, altre volte ci si deve adeguare e cercare di arrivare a una salvezza. Ovviamente tutto dipende anche dalla programmazione che il coach studierà con la società. Magari Cantù aspira a un risultato più importante rispetto alla salvezza, ma questo lo sanno solo quelli che stanno nella stanza dei bottoni».
Vitucci si è presentando dicendo di amare una pallacanestro veloce, ma non scriteriata. È così? «Frank è troppo intelligente e troppo esperto per pensare di giocare una sola pallacanestro. Come tutti gli allenatori esperti, ha più soluzioni nel suo bagaglio. Guardate la sua carriera: ne ha passate di tutti i colori, ma ha sempre saputo adattarsi. Vale ovviamente anche l’ultima avventura a Scafati: ha fatto benissimo, portando la squadra da metà classifica al primo posto, ereditando una squadra non sua».
Tutto dovrà poi essere bilanciato dai quattrini (e molto altro) a disposizione: «Ovviamente lui cercherà di privilegiare la pallacanestro che lui preferisce, ma saprà adattarsi a chi arriverà. Sia lui, sia il gm Giofrè, al di là dei legittimi desideri, dovranno fare i conti con il budget, che allarga o restringe le chance di scelta dei giocatori. Magari si potessero scegliere...».
Per Recalcati, il binomio Vitucci-Giofrè è interessante. Ma sa anche che avranno tanto lavoro da fare, perché tira aria di rivoluzione nel roster, in qualche modo confermata a che dallo stesso Giofrè pochi giorni fa: «Come detto, sono felicissimo per Vitucci a Cantù. Chiaro che non si possa perdere tempio, perché sugli italiani tante squadre si sono già mosse e la scelta è davvero ristretta, in un mercato poverissimo di nomi. Immagino che siano già al lavoro e nel caso non sono certo io che devo ricordarglielo... Forse in questo momento Cantù è leggermente in ritardo sugli italiani, ma sono convinto ci saranno novità a breve».
© RIPRODUZIONE RISERVATA