Sangue freddo Cesc

L’intervista a Cesc Fabregas: «Felice? Certo, ma la strada è ancora lunga. Pensiamo già alla partita con il Parma. Ci ricorderemo tra vent’anni con chi eravamo in questa serata. Tutta la squadra è disposta a crescere»

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Como

Abbiamo un piccolo Guardiola in panchina. Abbiamo un piccolo Guardiola in panchina. Abbiamo un piccolo Guardiola in panchina. Avete capito o no? Dobbiamo ripeterlo ancora? La prima partita di Fabregas da allenatore in Champions è un’opera d’arte fiamminga, clamorosa per bellezza e precisione.

L’analisi della partita

Non si è seduto nemmeno in secondo in panchina nel corso dei 90 minuti e il suo Como ha saputo dominare in Lipsia in ogni fase del campo, alla faccia degli scettici e di chi ancora oggi non si rende conto di quanto il suo credo sia rivoluzionario.

Arrivato in conferenza stampa dopo aver scaricato tutta l’adrenalina, Cesc ha analizzato così la sfida: «Sono felice, ma la felicità durerà 5 minuti perché pensiamo già a preparare la prossima con la stessa energia. So che è una notte storica ma noi dobbiamo pensare a pedalare. Questo è frutto di un grandissimo lavoro che stiamo facendo. Ripeto però che l’importante è il campionato, quello è il vero banco di prova per arrivare alto. Sarà una stagione impegnativa e dobbiamo essere pronti».

Il cambio di modulo

Sul cambio di modulo nell’ultima mezz’ora Fabregas ha detto: «Se vogliamo essere una squadra completa dobbiamo saper gestire la gara. Dentro una partita ce ne sono mille, ogni dettaglio può cambiare tutto. Dopo il 3-0 loro hanno spinto di più, hanno inserito fisicità. Potevamo fare il 4-0 e abbiamo subito il 3-1: questa è la Champions. Ho puntato su un blocco più basso per poi colpire con le ripartenze e ha funzionato. Manca ancora qualcosa al nostro gioco. Abbiamo tanti giocatori nuovi e soprattutto in fase difensiva a livello di movimenti dobbiamo migliorare. Mettere tutti in condizioni top non è facile, serve tempo».

Diao

Un commento su Diao, ancora protagonista con un gol: «Dobbiamo ricordare che siamo stati senza di lui nove mesi l’anno scorso. Un giocatore come lui ti dà potenziale: non l’abbiamo avuto e per questo il lavoro dell’anno scorso è stato grande. Per me i giocatori acquistati non sono cari: tu paghi pensando al potenziale che hanno e poi serve gestire con la società per capire cosa fare. Diao ha fatto 21 anni pochi giorni fa, ogni anno questi ragazzi saranno migliori e dobbiamo avere pazienza anche se nel calcio oggi non c’è».

Il ritorno a casa

Era la prima di Cesc in panchina in una partita di Champions, ma anche il ritorno a casa nel nuovo stadio: «Bellissimo, ma ho la responsabilità di far vedere a tutti che abbiamo nuovi obiettivi. Una serata clamorosa per il club e la gente. Tra dieci o venti anni ci ricorderemo dove eravamo. Questa è la grandezza del calcio. Spero che la gente abbia goduto come abbiamo fatto noi».

Valle e gli altri

Infine un commento su Valle, maturato radicalmente nelle ultime partite: «Sì, è vero, una crescita spaventosa ma vale un po’ per tutti questi ragazzi. Arrivano qui giovanissimi e crescono, lo vedo normale. Certo, anche a 33 anni si può migliorare ma ci sono dei limiti. Questa squadra invece non ha limiti, ha voglia di aumentare il livello».

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