( fotoservizio cusa)
La partita Schiantati i tedeschi del Lipsia al debutto della squadra azzurra nella massima competizione europea. Due gol nel primo tempo con Baturina-Douvikas, 3-0 di Diao a inizio ripresa, e dopo il 3-1 di Maksimovic, il 4-1 di Perrone
Lettura 2 min.Como
Spiacenti. Gli aggettivi sono finiti. Abbiamo cercato nella tasche, nei cassetti, nel computer. Finiti.
Li avevamo usati tutti negli ultimi tre anni. Va beh, useremo quelli vecchi. Un Como magico, clamoroso. Un esordio in Champions League che nessuno poteva immaginare. Una squadra che al primo impegno, ha annientato il Lipsia, che non sarà il Real Madrid o il Paris Saint Germain, ma è pur sempre una squadra tra le migliori 34 d’Europa. E nemmeno di quarta fascia, ma di terza. Impressionante.
Il Como, in una giornata storica per se stesso, ma anche per la città, ha dimostrato che anche nella massima competizione europea può dire la sua. Unica italiana a vincere nel primo turno della competizione, dopo le sconfitte di Inter e Napoli e il pareggio della Roma. Già ci immaginiamo i titoli retorici dei giornali nazionali di questa mattina dopo che gli azzurri sono stati ignorati a lungo negli scorsi mesi. Ma chi se ne frega? Pensiamo a noi. Dunque. Fabregas aveva fatto intuire nella conferenza stampa della vigilia di credere di poter presentare anche in Europa una squadra competitiva. Così è stato. Emozione? Buonanotte. Forse, anzi sicuramente, sugli spalti. Ma in campo no. Dove il Como ha cominciato subito con nonchalance a tessere la sua tela fatta di intuizione e tanta tanta classe. Forse, addirittura, stando al primo tempo, la prestazione più bella di questo inizio di stagione, visto che con l’Udinese era stata un po’ così, con il Napoli aveva rischiato e con il Genoa era andato sotto.
Un primo tempo perfetto, in cui la supremazia è stata pressoché totale. Interrotta solo da due fiammate ravvicinate a metà tempo di Maksimovic prima (parata di Butez) e Nusa poi, colpo di testa fuori.
Il resto solo Como. Fabregas ha scelto Douvikas davanti e non Kean. Ha fatto bene. Con i piedi d’oro di Diao e Baturina, la regia di Milla , la freschezza di Da Cunha e la capacità di sacrificarsi di Paz, meno esplosivo ma molto dedito alla causa.
L 1-0 è stato un capolavoro di Baturina, dopo una bella azione Paz-Baturina-Da Cunha, cross e lui, Martin, che è scivolato, si è rialzato ha ripreso in mano la situazione, a dribblato un avversario e ha incrociato in gol. Il raddoppio è stato un secondo capolavoro di Baturina, che ha riconquistato palla ha saltato un avversario e ha imbucato in verticale per Douvikas bravo a scegliere il tempo giusto.
Nella ripresa il Como ha subìto un po’ all’inizio ripresa, ma nel momento migliore del Lipsia, ha colpito con Diao per il 3-0. Finita? No. In Champions non è mai finita. E’ basta una distrazione di Paz per consentire il Lipsia di andare al tiro e fare il 3-1 con Maksimoic. E allora riecco il Como di Napoli, dentro Kempf, schieramento 5-4-1 e blocco basso.
L’ingresso di Kean ha partorito un paio d contropiede, il primo sprecato da Paz. Ma poi Nico si è fatto perdonare con un assist delizioso per Perrone, appena entrato, per il gol della sicurezza. Della festa. Dell’emozione. Dell’incredulità. Che squadra ragazzi. E che notti ci aspettano.
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