Suwarso: «È una crescita pazzesca»

Il futuro Il presidente contento delle vittorie dentro e fuori dal campo. Poi elogia Aquilani: per il dopo Fabregas? «Sceglieremo con lui il nuovo tecnico. La Serie A? Tornerà al livello degli anni ’90. Marotta e De Laurentiis visionari»

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Como

«Sono esistiti un Barcellona senza Cruyff e un Milan senza Sacchi, un’Inter senza Herrera. Verrà il giorno in cui Fabregas se ne andrà, ma sceglieremo insieme a lui il successore. Aquilani? Un allenatore che propone un calcio attraente, partite eccitanti».

Ora come ora, e oggi in modo particolare, è difficile pensare a un Como senza il suo condottiero – uno dei principali artefici del miracolo calcistico che ieri è andato in scena al Sinigaglia – ma il presidente del Como Mirwan Suwarso non può e non vuole fare false promesse.

Lo ha detto, anzi ripetuto, anche l’altro giorno in un’intervista rilasciata a Repubblica, le cui domande sono partite dall’iniziativa di cedere il proprio posto e quello di altri dirigenti, ieri, a tifosi over 75, per poi ripercorrere la storia recente del Como, che ha portato alla conquista della prima storica partecipazione alla Champions.

Fabregas, ora, è il presente di società e squadra, ma un domani i due cammini, probabilmente, si separeranno e come ha detto Suwarso, sarà lo stesso Cesc a valutare, insieme alla società, chi potrebbe prendere il suo posto.

Il nome di Alberto Aquilani, classe 1984 e attuale tecnico del Sassuolo, era già filtrato dalla bocca del presidente in una recente intervista a La Provincia, pur senza fare associazioni dirette a un suo possibile futuro da queste parti. La stima, però, c’è, evidenziando anche come Aquilani abbia «dei concetti davvero simili a quelli di Fabregas».

Poi qualche riflessione sulla crescita del club, che sta avvenendo non solo sul campo ma anche a livello di brand.

«La base di tifosi locali, sì, è limitata, ma quella che possiamo coinvolgere a livello globale è illimitata. Dipende solo dalla nostra capacità di crescere attraverso marketing, branding e comunicazione – ha detto ancora Suwarso a Repubblica -. Prendiamo le vendite online: prima il bacino d’utenza era quasi soltanto Como e provincia, adesso rappresenta il 14% e le prime cinque città per ordinazioni sono Londra, Parigi, Roma, Milano e New York. Sui social abbiamo una crescita pazzesca perché raccontiamo una storia. Non parliamo soltanto di calcio, ma di chi siamo come persone, di chi siamo come luogo. Su YouTube si trovano piccoli documentari su Como, non interviste post-partita. È su questo che il calcio italiano dovrebbe puntare».

Calcio italiano che, al momento, non sta certo vivendo uno dei suoi momenti migliori. «Sono cicli. In queste prime giornate abbiamo visto molti giovani interessanti come Cisse, Vergara, Lulli, Raimondo, un allenatore come Aquilani che propone un calcio attraente, partite eccitanti. Sono ottimista. Se valorizziamo i nostri tesori, in 5-10 anni la A torna al livello degli anni 90».

E ha concluso: «Il valore di un campionato è definito dalla forza della sua squadra più debole, è questo che distanzia la Premier dalle altre leghe. Che cos’ha la Premier rispetto a noi? I soldi. Ma noi abbiamo storia, arte, cibo e passione. Squadre di città belle come Lecce o Salerno possono avere grande attrattiva. Il Como senza il calcio italiano non è nessuno. Siamo nel sistema e ho rapporti d’amicizia con moltissimi colleghi, a partire da Marotta e De Laurentiis, che sono due visionari».

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