Un portiere comasco al Psg: dal Lago, poi nel Milan, ora sarà il terzo del Paris

Calcio Si chiama Alessandro Longoni, classe 2008, e ha firmato un contratto con i Campioni d’Europa. Ha iniziato nella Tremezzina, dopo subito rossonero

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Como

«Ici, c’est Paris». Qui è Parigi. C’è un giovane del lago di Como pronto per il Paris Saint-Germain. Alessandro Longoni, portiere classe 2008 cresciuto calcisticamente nel vivaio del Milan, è pronto a iniziare una nuova avventura in riva alla Senna: il grande club parigino ha ufficializzato l’arrivo del numero uno di Tremezzina sui propri canali social e sul sito ufficiale, con video emozionali, foto e messaggi di benvenuto.

Notizia

Una notizia che ha inevitabilmente acceso l’attenzione del territorio, perché dietro un trasferimento di questo peso c’è soprattutto la storia di un ragazzo comasco, legatissimo alle proprie origini. La famiglia di Longoni è infatti tutta della Tremezzina, territorio che resta il suo punto di riferimento umano prima ancora che sportivo. È lì che affondano le radici di un percorso iniziato molto presto e rimasto sempre piuttosto lineare, senza grandi spostamenti tra società nei primi anni. Insieme a lui, in quella fase iniziale, c’erano anche altri ragazzi del territorio come Tassani (in chiusura per l’Atalanta) Puricelli e Manzi, nomi che raccontano molto bene quanto quella zona continui a produrre profili interessanti e di valore.

La svolta arrivò in un torneo disputato a Cremia contro avversari più grandi, quando Longoni riuscì a mettersi in evidenza vincendo il premio di miglior portiere. Proprio in quell’occasione fu notato da Luigi Rampoldi, storico osservatore del Milan e presenza decisiva nel suo cammino. Da quel momento prese forma la possibilità di entrare nel vivaio dei rossoneri, concretizzatasi nel marzo 2016, quando Alessandro aveva soltanto otto anni.

Da allora il percorso al Milan è stato lungo, costante e formativo. Alessandro Longoni ha svolto tutta la trafila con i rossoneri, ha vinto nel 2024 l’Eeropeo Under 17 con l’Italia. La separazione è maturata alla scadenza del contratto, in una situazione in cui le esigenze del club e quelle del giocatore non coincidevano più del tutto. Da qui la scelta di guardarsi attorno e di aprirsi a una dimensione nuova, non soltanto dal punto di vista calcistico ma anche personale. Il richiamo di una realtà diversa, di un’altra cultura e di un contesto internazionale ha avuto un peso importante nella decisione finale.

Ruolo

A Parigi, Longoni è destinato al ruolo di terzo portiere, ma potrebbe ritagliarsi uno spazio anche nella Under 23, in un contesto che gli permetterà di confrontarsi subito con un livello molto alto senza bruciare le tappe. Ma più ancora del ruolo o delle gerarchie, colpisce il significato della sfida: lasciare la propria comfort zone, mettersi in discussione, misurarsi con un ambiente nuovo e capire fin dove può arrivare.

Per il calcio comasco, quella di Longoni è una storia che merita attenzione. Perché prima ancora del Psg, dei riflettori e del prestigio, c’è un ragazzo della Tremezzina che si affaccia su uno dei palcoscenici più grandi d’Europa. Ed è proprio questa, forse, la parte più bella della notizia.
L.Spo.

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