Una porta per due. Sanchez-Butez: sarà alternanza tra i pali
FOCUS Lo spagnolo, un po’ a sorpresa, è stato schierato titolare nel match contro il Parma a discapito del francese. Fabregas ha detto: «Non è stato un contentino, giocheranno entrambi». Questa soluzione porterà buoni frutti?
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«Urca, gioca Sanchez!». È stata un po’ questa la reazione dei tifosi alla lettura delle formazioni nella sfida contro il Parma, leggendo il nome del portiere spagnolo nell’undici iniziale. Fabregas ci aveva avvisato, con il solito ritornello secondo cui, in ogni ruolo, «non ci sono titolari e riserve». Eppure la scelta è stata comunque sorprendente, se non altro perché da quando Butez veste la maglia del Como non aveva mai saltato una singola partita, tenendo conto di tutte le competizioni. Adesso la situazione cambia, un po’ per la concorrenza più alta, un po’ per il numero di impegni. Ma l’alternanza tra i portieri è davvero una soluzione che può portare buoni frutti?
La questione
In passato siamo sempre stati abituati che, quando un portiere sbagliava o comunque dimostrava di non poter più garantire un determinato rendimento, veniva messo in panchina per far giocare un suo sostituto. E anche oggi sono rari i casi in cui, come ha deciso di fare Cesc, un allenatore decide di privilegiare un’alternanza per far riposare l’estremo difensore, partendo dalla convinzione che se c’è un ruolo nel calcio in cui un giocatore ha bisogno di certezze è proprio quello del portiere, il quale difficilmente accetta di rimanere fuori, a meno che si tratti di una competizione “secondaria” come può essere la Coppa Italia. Ma forse il Como, anche in questo caso, ambisce a essere un club diverso dagli altri, proponendo questa nuova soluzione.
Altre squadre in passato in Serie A ci hanno provato: il primo caso che viene in mente è il Napoli di Spalletti, che optò per un’intera stagione sull’alternanza tra Meret e Ospina. Poi, l’anno successivo, decise di affidarsi solo al primo dei due, riuscendo a vincere lo scudetto. Per quanto riguarda Fabregas, alla sua prima stagione in panchina in A aveva sperimentato l’alternanza Reina-Audero, ma la situazione in quel caso era completamente diversa da quella odierna. Allora sia lo spagnolo che l’indonesiano non garantivano certezze, e quindi Cesc decise di intercambiarli sperando di indovinare chi potesse essere più preparato ad affrontare una determinata partita. Poi, con l’arrivo di Butez, è stato dato totale spazio al francese per l’appunto. A discapito anche di alcuni arrivi che si pensava potessero in qualche modo impensierire Jean, vale a dire quelle di Cavlina e Törnqvist, mai rientrati nelle gerarchie.
Fabregas nel postpartita alla domanda sui portieri ha risposto senza troppi giri di parole: «No, non è stato un contentino far giocare Sanchez. Aspettatevi di vedere sia lui che Jean in campo, senza calcoli sulle competizioni». Insomma, pochi dubbi.
Competitività
Il mantra di Cesc è quello che nella sua squadra deve esserci competitività, nessuno ha un posto assicurato di diritto, e in questa dinamica rientra anche Butez. Forse sarà difficile accettarlo per qualche tifoso, visto che ormai Jean è entrato nel cuore della gente, un po’ per il suo carattere mai fuori dalle righe, un po’ per le grandi soddisfazioni a cui ci ha abituati negli ultimi due anni. Ma secondo la visione del Como, Sanchez non andrà visto come un suo “rivale”, ma come un arricchimento per il club che vuole fare un ennesimo salto in avanti.
Giocatore esperto
Stiamo pur sempre parlando di un giocatore di 28 anni che ha maturato una grande esperienza in Premier tra Brighton e Chelsea, difendendo da titolare i pali dei Blues nelle ultime due stagioni. Mica l’ultimo che passa eh. Nella scorsa estate si è laureato anche campione del Mondo con il Chelsea, subendo appena tre reti. Sarà dunque un tassello validissimo da poter sfruttare, considerando i tanti impegni della squadra. Anche lui, del resto, è molto bravo nel gioco con i piedi, caratteristica fondamentale per Cesc, dunque perché tenerlo in panchina?
Solo il tempo potrà dirci se la società avrà ragione anche su questo aspetto. Un’altra scommessa per Fabregas. A guardare quelle passate, converrà fidarsi.
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