Una rete da Paz

Scavetto di Nico e assist: in corsa per la 10. L’Argentina ha battuto la Bolivia anche grazie alla magia del numero 18, protagonista per chance create e tiri totali. Partito titolare, il ventiduenne è già considerato l’erede naturale di Leo Messi, che si prepara a lasciare la Nazionale

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E se dopo Diego Armando Maradona e Lionel Andres Messi diventasse proprio Nico Paz il nuovo “10” dell’Argentina? Non è più utopia pensarlo. Anzi, ad oggi è un serio candidato. Certo, resta sconvolgente per tanti pensare che un calciatore di queste proporzioni giochi nel Como. E fa sorridere sapere che non fosse ancora nato quando l’eterno fuoriclasse di Rosario debuttò nella prima squadra del Barcellona. Eppure, potrebbe indossare esattamente quella maglia biancoceleste, del «migliore della storia», come lo stesso classe 2004 ha definito la “Pulga”.

Un pensiero che invece non gli ha nemmeno sfiorato la mente, almeno a giudicare dalla leggerezza e la naturalezza sfoggiate nel trionfo in amichevole contro la Bolivia. Capace di firmare un gol capolavoro e un assist col contagiri, ha spiccato nella legione titolare di Lionel Scaloni e lasciato fuori il suo diretto rivale Franco Mastantuono. Un segnale fortissimo lanciato dal 22enne, per presente e futuro della Nazionale, dopo quell’impegno preso in estate dopo il doloroso secondo posto al Mondiale: «Prometto di dare assolutamente tutto me stesso per riportare questa coppa in Argentina». Non ha risentito delle pressioni e delle voci secondo le quali potrebbe diventare tra pochi mesi l’erede di Messi, mentre tutti i suoi compagni di squadra e i media sono stati testimoni di una prestazione enorme. Nei 56 minuti giocati, un’opera d’arte su scavino vellutato dopo essere scappato sul filo del fuorigioco: palla in fondo alla rete al 29’, con lo stadio Mario Alberto Kempes di Cordoba in delirio e sullo sfondo l’esultanza ormai iconica della sua “maschera”. Poi la parabola da calcio da fermo in favore dell’incornata del neo capitano Cristian Romero, a due minuti dalla sostituzione. Nico ha giganteggiato anche per chance create (3) e tiri totali (3), più di ogni altro giocatore in campo. Dati uniti ai 48 passaggi riusciti su 54, risultando impeccabile nel servizio di palloni lunghi (6 su 6).

Con il numero 18 sulle spalle il gioiellino del Como ha dato spettacolo e realizzato anche il secondo centro in carriera con la Nazionale, dopo quello su punizione magica contro la Mauritania lo scorso 28 marzo nella mitologica Bombonera. Pennellata che tra l’altro aveva lasciato spiazzato un certo Leo Messi in panchina, con Rodrigo De Paul invece incredulo e sorridente al suo fianco. In questo momento sono ore concitate in Argentina, perché il nome del classe 2004 sta impazzando nei sondaggi e nei dibattiti per l’assegnazione della maglia numero 10: tra bambini e tifosi adulti, avrebbe guadagnato un ampio margine rispetto ai vari Enzo Fernandez, Lautaro Martinez e Franco Mastantuono. «Oggettivamente, il migliore è Nico Paz», «Dategli la 10», tra i commenti del popolo. Sicuramente la credibilità se l’è costruita nel tempo e da quel lontano 16 ottobre 2024 ormai è una presenza fissa nella “Scaloneta”, destinato a ritagliarsi un ruolo sempre più primario in una delle tre formazioni più forti del mondo. Lo status di giocatore di calibro internazionale è un dato di fatto, ma dopo colpi del genere si conferma il pezzo più prezioso dello scacchiere di Fabregas. Alla faccia dell’exploit di Lucas Da Cunha con la Francia.

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