Colombi (Uilpa). Tagli alla spesa dei Ministeri: un metodo nella follia

Pensavamo di averne viste tante a proposito di tagli alla spesa delle pubbliche amministrazioni. Ma un manuale di istruzioni davvero ci mancava. A colmare la lacuna ecco il recente report del MEF intitolato: “La revisione della spesa del bilancio dello Stato: valutazione dell’efficacia delle prassi di alcuni ministeri e linee guida per la formulazione e l’implementazione degli interventi per il conseguimento degli obiettivi di risparmio”. Tra gli scopi del report troviamo il metodo migliore per tagliare, dal 2023 al 2025, tre miliardi e mezzo di spesa nei Ministeri così come previsto dalle disposizioni governative.

Muovendo dall’analisi della revisione della spesa effettuata dai Ministeri nel triennio 2018-2020, i tecnici della Ragioneria Generale dello Stato evidenziano come le amministrazioni non siano abbastanza efficaci nel mutilarsi: tagliano pensando al risparmio. Non basta: bisogna tagliare pensando anche al miglioramento dell’organizzazione del lavoro e all’ampliamento sia dell’offerta che della qualità dei servizi. Magia? No, metodo. Basta applicare i criteri di analisi suggeriti dal manuale di istruzioni del MEF. Tra i più importanti troviamo quello che riguarda l’analisi dell’efficacia dei programmi e delle azioni dei Ministeri, indispensabile per valutare dove e come tagliare le spese improduttive.

Oltretutto le spending review hanno fretta perché ce lo chiede l’Europa. Dunque non c’è tempo per analisi approfondite. E così per il MEF la soluzione è la RIE, Rapid Impact Evaluation, con la quale “si intende un metodo strutturato per raccogliere le valutazioni di esperti sull'impatto di un programma. Il metodo, sviluppato in Canada tra il 2004 e il 2005 per valutare gli effetti ambientali ed economici delle decisioni sulla gestione delle risorse naturali, prevede il coinvolgimento di alcuni esperti per pervenire a un quadro imparziale sugli impatti di un programma.”

Vista la situazione socio-economica italiana, un metodo sviluppato vent’anni fa in Canada per la gestione degli orsi e delle foreste appare poco idoneo a valutare i tagli di spesa nei Ministeri per il triennio 2023-2025. Ma niente paura, perché le “linee guida”, grazie a disinvolto copia-incolla dalle pagine internet del governo canadese, prevedono il coinvolgimento di tre tipologie di esperti:
 
    •    quelli con una “profonda conoscenza sul funzionamento del programma”,
    •    “ricercatori, professori universitari o altri esperti esterni con una conoscenza dell’ambito in cui opera il programma”,
    •    “consulenti tecnici, esperti nel contesto più ampio del programma o in un suo campo tecnico o scientifico”.
 
Dunque, secondo il Dipartimento della Ragioneria Generale bisogna diminuire la spesa per le amministrazioni pubbliche e aumentarla per il sottobosco dei consulenti esterni. Dei quali ci permettiamo di ricordare la voracità e l’inutilità. Per dirla con Amleto: c’è un metodo in questa follia. Si vuole davvero risparmiare sulla spesa pubblica? Finiamola di buttare miliardi in consulenze esterne. Si vuole davvero capire dove eliminare spese inutili? Si interpellino i lavoratori. Sono loro i veri esperti. Nessun altro.
 
Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 4 gennaio 2023

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