Comunicato Stampa: Biennale di Venezia. Presidente Zaia: “Va trovata una soluzione"
(Arv) Venezia, 11 aprile 2026
“Leggo gli sviluppi di queste ore sulla vicenda del padiglione russo alla Biennale e penso che vi siano aspetti che devono essere assolutamente chiariti, con rigore e con trasparenza, da tutte le parti coinvolte. Mi sento però di ricordare, e credo sia doveroso farlo, che sia da parte della Biennale sia da parte del Governo italiano la condanna dell’invasione russa dell’Ucraina è stata ferma e inequivocabile: l’aggressore è la Russia, l’aggredita è l’Ucraina. Su questo non possono esserci ambiguità”, dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
“Detto questo, continuo a ritenere che tutti dovremmo avere un obiettivo più alto, che è quello della pace. La Biennale può diventare una grande occasione per parlare di pace e per portare avanti un messaggio forte, universale, di quelli che solo il mondo dell’arte, della cultura, degli intellettuali e degli artisti, nei passaggi più drammatici della storia, ha saputo esprimere con autentica potenza. La storia ci insegna proprio questo: approfittiamo di questa occasione per far prevalere il linguaggio del confronto, della convivenza, della pace, e non quello della contrapposizione sterile. Per questo esprimo solidarietà al presidente Pietrangelo Buttafuoco, che non ha bisogno di avvocati difensori ma ha il diritto di vedere riconosciuto il lavoro serio svolto fino ad oggi alla guida di una istituzione che rappresenta non solo l’arte, ma anche l’architettura, il cinema e molto altro ancora”, prosegue il Presidente Zaia.
“Devo però prendere atto che la situazione rischia di scappare di mano. L’Europa continua a premere sull’acceleratore, appellandosi a norme, sanzioni e ad altri aspetti di natura formale, quasi lasciando intendere che uno dei principali problemi del nostro continente, o addirittura del mondo, sia oggi la presenza del padiglione russo alla Biennale. Francamente, mi pare una rappresentazione esagerata. Chiarito, una volta per tutte, che nessuno è qui per santificare o normalizzare la posizione russa e che la responsabilità della guerra resta in capo a chi ha scelto l’aggressione, io auspico che questi movimenti tellurici, fatti di lettere europee, richieste e pressioni, non si trasformino in un terremoto, ma si fermino a semplici scosse di assestamento”, afferma Zaia.
“Conosco il ministro Giuli come persona equilibrata, preparata, profonda conoscitrice del mondo dell’arte. Per questo il mio appello è che si trovi una soluzione. Da parte del presidente Buttafuoco, fino ad oggi, non c’è nulla da aggiungere sul piano dell’impegno e della serietà con cui ha lavorato a vantaggio della Biennale. Mi auguro quindi che le parti sappiano trovare una via d’uscita ragionevole, una soluzione vera, senza che l’Europa arrivi ancora una volta a gamba tesa a impartire lezioni al nostro Paese. L’Italia è un Paese che è sempre stato dalla parte della pace e della democrazia e che non si distrae certo di fronte a ciò che accade nel mondo: oltre all’Ucraina, c’è un Medio Oriente lacerato, c’è una crisi gravissima che dal 7 ottobre si è allargata fino a una guerra devastante in Palestina, e c’è una tensione iraniana che non è affatto irrilevante. Viviamo in un tempo segnato da decine di conflitti, che nel peggiore dei casi significano bombe, morti e distruzione, e nel migliore producono economie di guerra, instabilità e paura. Noi abbiamo il dovere di non voltarci dall’altra parte e di far tesoro delle parole di Hemingway, che ricordava come la guerra sia il contesto nel quale gli uomini peggiori mandano a morire gli uomini migliori. Cerchiamo allora di fare in modo che si parli sempre più di pace e sempre meno di guerra. La Biennale può e deve essere una grande occasione anche per questo”, termina il Presidente Zaia.
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