Comunicato Stampa: ‘La caduta. Cronache sulla diaspora democristiana 1993-1995’, di Andrea Vezzaro
(Arv) Venezia, 22 aprile 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Chiara Luisetto (Pd) ha presentato il libro di Andrea Vezzaro ‘La caduta. Cronache sulla diaspora democristiana 1993-1995’, Ronzani Editore.
Erano presenti anche i consiglieri regionali Anna Maria Bigon, Gianpaolo Trevisi e Alessandro Del Bianco (Pd), Jacopo Maltaruro (FI).
In base alle fonti disponibili, il libro ricostruisce in forma di cronaca ravvicinata il passaggio dall’ultima segreteria di Mino Martinazzoli alla nascita del Partito Popolare Italiano, fino alle successive rotture interne e alla dispersione dei filoni democristiani in più soggetti politici.
Nel suo saggio, Vezzaro cerca di spiegare come e perché il mondo democristiano si frantumò al termine di un processo storico e politico di anni. Non solo lo scioglimento formale di un partito, ma il crollo di un’intera cultura di mediazione e di equilibrio che aveva retto la Prima Repubblica.
L’autore interpreta la fine della Democrazia Cristiana non come un evento improvviso, ma come l’esito di un processo lungo, maturato tra crisi del sistema politico, referendum elettorali, Tangentopoli, fine della Guerra fredda e trasformazione del quadro politico italiano.
Nell’intervista, Vezzaro sottolinea che le cause della caduta sono riconducibili a prima del 1994 e che, nel biennio 1993-1995, ‘tutti i nodi giunsero al pettine’.
La consigliera regionale Chiara Luisetto, nell’introdurre la conferenza stampa di presentazione dell’opera, ha affermato che “il libro di Andrea Vezzaro ci insegna molto sulla situazione contemporanea, non soltanto su ciò che è stato, perché guarda con attenzione alla complessità degli eventi storici che hanno portato al disfacimento della Democrazia Cristiana, il più grande partito della storia repubblicana italiana negli ultimi ottant’anni. Abbiamo voluto presentare il volume in Consiglio regionale perché ci ricordi come, oggi, fare politica debba tornare a essere radicamento: sul territorio, nello studio, nella programmazione e nella capacità di unire le differenze. Credo che la fatica letteraria di Vezzaro costituisca una testimonianza preziosa e un testo che può ancora insegnarci molto.”
“La fine della ‘balena bianca’ non fu un crollo improvviso, ma un processo lungo che portò alla rottura di un equilibrio, di un certo modo di stare assieme e di costruire relazioni – ha osservato l’esponente Dem - Rappresentò una diaspora non solo politica, ma soprattutto sociale, quando la politica perse il proprio radicamento all’interno delle comunità, smise di ascoltare i territori, limitandosi a essere solo posizionamento. Il libro ha il pregio di non banalizzare, di non semplificare determinati processi, perché è nella complessità di oggi che dobbiamo imparare a costruire, lavorando sui territori e mettendo assieme storie e pensieri diversi, con l’obiettivo della costruzione del bene comune che sappia superare gli interessi individuali e abbia la capacità di programmare, di avere una visione.”
L’Editore, Giulio Rizzato, ha evidenziato che “il libro ha il pregio di essere rigoroso, dato che è stato costruito attingendo a documenti e ad archivi della Democrazia Cristiana. È importante perché approfondisce le vicende del più grande partito italiano, la DC, capace di segnare la storia del nostro Paese per tantissimi anni. Si dice che ‘in Veneto si è democristiani per ius soli, e il libro mette proprio in evidenza l’importanza che assunse la Democrazia Cristiana per la nostra regione. L’opera di Vezzaro incoraggia la discussione politica intorno ai programmi da realizzare.”
L’autore, Andrea Vezzaro, ha spiegato che il “libro è nato grazie ad alcuni incontri. Uno di questi, è stato con il professore di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Padova Silvio Lanaro, che mi ha regalato preziosi consigli. Il mio non è né un libro argomentativo, né di memorie, né tantomeno nostalgico. È un volume che cerca di mettere assieme i fatti storici. Mi sono attenuto alle fonti giornalistiche e memorialistiche, ho attinto all’immenso patrimonio audio di Radio Radicale, per raccontare tre anni di storia italiana e di un partito, la Democrazia Cristiana, che rappresentò l’architrave del sistema, capace di guidare tutte le forme politiche. Credo che, dopo più di trent’anni da quegli accadimenti, sia oggi possibile analizzare i fatti con la giusta oggettività, senza spirito di parte.”
Per l’Onorevole Luciano Righi, “il libro ha il pregio di fare una puntuale ricostruzione, quasi quotidiana, degli eventi storici che portarono al crollo della Democrazia Cristiana. Credo che i motivi della caduta della DC siano antecedenti a Tangentopoli, che indubbiamente rappresentò il colpo finale; cause che affondano le radici dopo il Concilio Vaticano II, quando gli organismi cattolici, come le ACLI e Azione Cattolica, che avevano sempre preparato la classe dirigente alla politica e all’impegno attivo nella società civile, incominciarono a fare solo attività intimistica, religiosa. Ci sono ragioni esogene ed endogene. Ricordo, in particolare, il processo di secolarizzazione, che ha conosciuto due punti fondamentali di allarme verso una laicizzazione della società civile: le ‘batoste’ prese dalla DC con i referendum sul divorzio e sull’aborto, in occasione dei quali il partito vide sconfessate le proprie tematiche caldeggiate in campagna elettorale. Senza dimenticare l’uccisione di Aldo Moro che, con la sua visione politica, riusciva a guardare al futuro, non al contingente, e la caduta del Muro di Berlino, che ha sottratto molti consensi dato che tante persone, all’epoca, votavano DC ‘solo’ in funzione anticomunista. Martinazzoli cercò di dare una svolta tardiva ma non fu sufficiente.”
“Ora la politica manca di progettualità, di reciproca legittimazione, soprattutto nei rapporti tra maggioranza e minoranza – ha concluso Luciano Righi - Le risorse per affrontare le sfide assai impegnative che si stanno prospettando all’orizzonte si possono trovare all’interno della società civile.”
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