(Arv) – Venezia, 12 febbraio 2026 “Sull’ipotesi di vendita di Palazzo Labia mi arrivano notizie che pensavo superate da tempo e che, invece, rimettono in discussione la presenza della TGR Rai del Veneto nella sua sede storica di Venezia. È una prospettiva che non può essere trattata come una semplice operazione immobiliare: qui è in gioco un presidio del servizio pubblico e un pezzo di identità veneta”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo sulla possibile vendita da parte della Rai della storica sede della testata giornalistica regionale e sul trasferimento dei giornalisti dalla città storica alla terraferma.
“Palazzo Labia non è un edificio qualunque: è un luogo simbolico, riconoscibile, dove per decenni l’informazione regionale e la produzione culturale della Rai si sono intrecciate con l’immagine di Venezia e del Veneto. Spostare redazione, giornalisti e attività produttive fuori dal centro storico significherebbe indebolire il legame tra il servizio pubblico e il suo territorio di riferimento, proprio mentre ai cittadini serve un’informazione capillare, credibile, vicina. Venezia è consapevole della propria storia e orgogliosa dei propri tesori, e Palazzo Labia ne fa pienamente parte”, prosegue il Presidente Zaia.
“La Rai del Veneto deve restare nel capoluogo, per ragioni storiche, istituzionali e di rappresentanza del territorio. E non da ultimo per difendere un presidio giornalistico di qualità, nel centro di Venezia, che reputo insostituibile. Non possiamo accettare di vedere dismesso un bene come lo storico Palazzo Labia solo per fare cassa, senza una spiegazione chiara sulle finalità e sulla destinazione delle risorse. I conti e la cassa possono essere sistemata con molti altri progetti. Ai dirigenti della Rai che da Roma stanno seguendo questo progetto aziendale ricordo con decisione che il servizio pubblico si rafforza investendo nella qualità dell’informazione, nella cultura e nel radicamento sul territorio, non impoverendo la propria storia e i propri presìdi”, aggiunge il Presidente.
“L’auspicio – conclude il Presidente – è che la Rai ripensi in breve tempo a questa ipotesi e valuti soluzioni alternative, aprendo, se necessario, un confronto serio e trasparente anche con le realtà istituzionali del Veneto”.
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