(Arv) Venezia, 4 maggio 2026
Il consigliere regionale Morena Martini (Stefani Presidente) ha presentato oggi, nella sala stampa Oriana Fallaci di palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta, la risoluzione n. 22, depositata il 27 aprile scorso, per l’istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa (Vicenza) e della Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale, ridefinito Tribunale della Pedemontana Veneta, per sollecitare il completamento dell’iter legislativo in funzione della piena operatività del presidio. Alla conferenza stampa hanno partecipato il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Sen. Andrea Ostellari, e il presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, On. Ciro Maschio. Presenti in sala stampa anche la presidente della Quinta commissione del Consiglio Veneto, Manuela Lanzarin (Lega-LV), il capogruppo Matteo Pressi (Stefani Presidente), i consiglieri regionali Roberta Vianello (Lega-LV) e Fabio Benetti (Fratelli d’Italia), il sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Ignazio Finco, e il sindaco di Cittadella (Padova), Luca Pierobon.
“L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di revisione della geografia giudiziaria - così il consigliere Morena Martini, che ha trasmesso i saluti del Presidente della Regione, Alberto Stefani, del Presidente del Consiglio Veneto, Luca Zaia, e del sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Mara Bizzotto - e nasce dall’esigenza di rafforzare la presenza della giustizia in un’area strategica come quella della Pedemontana veneta, caratterizzata da un’elevata densità demografica e da un tessuto economico tra i più dinamici del Paese. La soppressione del Tribunale di Bassano del Grappa ha infatti determinato negli anni criticità nell’accesso ai servizi giudiziari, con conseguenti disagi per cittadini, professionisti e imprese. La riattivazione del presidio rappresenta pertanto un intervento fondamentale per garantire un sistema giustizia più efficiente, accessibile e vicino al territorio. La risoluzione richiama precedenti atti già approvati dal Consiglio regionale del Veneto e prende atto dell’impegno assunto dal Governo in merito alla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Al contempo, evidenzia la necessità di una decisa accelerazione del percorso parlamentare, al fine di assicurare tempi certi per l’approvazione del provvedimento. Attraverso tale iniziativa, si intende inoltre sollecitare l’adozione delle misure necessarie a garantire la piena operatività del nuovo Tribunale, con particolare riferimento all’assegnazione delle risorse umane, strutturali e organizzative. Con questa risoluzione intendiamo richiamare l’attenzione del Parlamento su un’esigenza concreta e non più rinviabile. Il territorio della Pedemontana veneta necessita di un presidio di giustizia efficiente e di prossimità. È fondamentale che l’iter legislativo venga completato in tempi rapidi, assicurando contestualmente le risorse necessarie per rendere il Tribunale pienamente operativo. L’istituzione del Tribunale della Pedemontana rappresenta un passaggio rilevante per il rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio e per il sostegno allo sviluppo economico e sociale dell’area”.
“Poche volte - ha sottolineato il sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco - abbiamo visto un territorio così determinato nel difendere un presidio di giustizia per i cittadini. L’area della Pedemontana rappresenta una realtà in crescita e in continuo sviluppo, soprattutto grazie al nuovo asse infrastrutturale che lo unisce e lo collega: non siamo più la periferia di un impero, ma un’area in espansione economica e industriale, dove i tempi della giustizia sono determinanti. La concentrazione dei presìdi di giustizia nei capoluoghi ha indebolito il territorio e, in particolare, Vicenza. Ne è derivata una sorta di competizione tra territori, una battaglia che invece va affrontata in modo diverso. Un presidio di giustizia in più in Veneto significa favorire lo sviluppo delle attività economiche e di un territorio che conta circa 500 mila abitanti. Oggi la partita, dopo le prime mosse positive del Governo, è nelle mani del Parlamento: una grande occasione per dare una risposta concreta al territorio veneto”.
“Stiamo parlando di un territorio omogeneo e dinamico dal punto di vista economico - ha aggiunto il sindaco di Cittadella, in provincia di Padova, Luca Pierobon - con sindaci di diverse appartenenze politiche che chiedono l’istituzione del tribunale della Pedemontana, preoccupati che i tempi si riducano in vista delle prossime scadenze elettorali. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete ai nostri cittadini”.
“Il Bassanese allargato - ha ribadito Alessandro Bordignon, di Confindustria Vicenza - ha bisogno di un tribunale stabile: è una questione di competitività per aziende come le nostre, che operano a livello internazionale. Mettere il cittadino al centro, in particolare quello operoso, è fondamentale: ogni miglioramento del sistema giudiziario è essenziale per le nostre realtà, soprattutto in un contesto economico complesso come quello attuale. Noi contribuiamo a creare ricchezza per il territorio e abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni”.
“Questo “ottavo tribunale” è destinato a servire tutto il Veneto - ha aggiunto l’avvocato Giulia Vigna, del comitato per il Tribunale della Pedemontana - perché sarà un presidio a servizio del territorio, non certo un “tribunalino”, definizione che non attiene al progetto. Diamo fiducia al Governo, che ha presentato il disegno di legge n. 2646, attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera. Se abbiamo compreso che questa istituzione è necessaria, non ha senso tergiversare: come rappresentanti dell’avvocatura a favore del tribunale, dobbiamo sostenerne l’istituzione e fare il possibile per concludere l’iter entro l’anno”.
“Esprimo il mio sostegno a questa iniziativa legislativa - ha aggiunto il presidente della Commissione giustizia della Camera, Ciro Maschio - e confermo il mio impegno ad accelerare i lavori in Commissione sul piano delle audizioni e dell’esame degli emendamenti, per portare il disegno di legge in aula, indicativamente nella seconda metà del 2026, e per raggiungere così l’obiettivo. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri ha ripristinato 8 dei 31 tribunali soppressi nel 2012. Si tratta di un testo su cui molti altri territori stanno cercando di intervenire, proponendo l’inserimento di ulteriori realtà nel pacchetto complessivo. Ci sarà una fase di discussione in cui queste richieste emergeranno, ma il quadro definito dal Consiglio dei ministri è già delineato e non offrirà ampi margini per ulteriori aggiunte oltre a quelle già approvate dal Governo. Il Tribunale della Pedemontana, in particolare, contribuirà a riequilibrare un contesto dinamico dal punto di vista economico e demografico, anche per contrastare le insidie legate alla presenza della criminalità organizzata. Accolgo quindi l’appello e rinnovo il mio impegno”.
“Si tratta di un’iniziativa molto importante per tutto il Veneto - ha ribadito il sottosegretario, Andrea Ostellari - nata da una richiesta volta a riconsiderare un circondario più esteso e rinnovato rispetto al precedente, con spazi adeguati e funzionali. Il Veneto viene posto al centro, con investimenti concreti su un tema delicato come la giustizia, che coinvolge cittadini e imprese: la giustizia non è solo quella penale, e richiede luoghi, strutture e personale dedicati. L’operazione prevede, entro il 2026, in generale, l’arrivo di 180 assistenti giudiziari e la stabilizzazione di 300 addetti all’ufficio per il processo, oltre a dirigenti e ad altro personale destinato a rafforzare il sistema giudiziario in Veneto. A questi si aggiungono quasi 80 unità assunte grazie a graduatorie regionali. Sul fronte dei magistrati, è prevista la possibilità di coprire i vuoti in pianta organica, che verrà ampliata sia per quanto riguarda i magistrati, sia per il personale amministrativo. Questo disegno di legge non sottrae risorse ad altri territori: è a invarianza di carico, che sarà redistribuito sulla base della nuova circoscrizione, tutt’altro che ridotta, considerando un bacino di circa 500mila abitanti, in un territorio che ha sempre richiesto questo presidio dopo i tagli lineari del passato. Il testo ha già ottenuto un primo via libera in Consiglio dei ministri e riguarda la Pedemontana, ma anche altre realtà italiane con caratteristiche analoghe a quella bassanese. Ogni territorio merita tutela, ma dividersi tra veneti su un obiettivo che riguarda l’intera regione rischia di essere controproducente, anche alla luce di quanto accade in altre parti d’Italia”.
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
© RIPRODUZIONE RISERVATA