CRV - Consiglio veneto rafforza legge su prodotti a km zero

Consiglio veneto rafforza legge su prodotti a km zero, valorizzata la filiera corta anche per pesca e acquacoltura – Criteri preferenziali per produzioni locali negli appalti per ristorazione collettiva

(Arv) Venezia 17 gen. 2022 –  Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una nuova legge sui prodotti a chilometri zero. A 15 anni dalla prima legge che promuoveva l’uso di prodotti ‘dal campo alla tavola’ (lr 7/2008), l’assemblea regionale, con un intervento di novellazione proposto dalla Giunta e presentato in aula da  Milena Cecchetto  (Lega-Lv), ha rafforzato la legge estendendo il concetto di ‘filiera corta’ anche nella pesca e nell’acquacoltura e introducendo criteri preferenziali per l’aggiudicazione degli appalti per le mense della ristorazione collettiva (scuole, sanità, aziende, istituti assistenziali). La nuova legge introduce, inoltre, norme sull’etichettatura e per la maggior informazione dei consumatori, promuove la filiera corta anche nella grande distribuzione, prevede iniziative di distribuzione di frutta fresca nelle scuole, anche mediante distributori automatici, nonchè nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Tra le novità della legge l’istituzione dell’Osservatorio regionale per la promozione dell’utilizzo dei prodotti a chilometro zero.

Piena condivisione su obiettivi e modalità di intervento del nuovo testo, “che si adegua al principio dei criteri ambientali minimi da rispettare”, è stata espressa anche dalla correlatrice, la verde  Cristina Guarda . Che tuttavia ha sottolineato la necessità di fare “passi ulteriori” nella legislazione, prevedendo maggior trasparenza, controlli adeguati sulla qualità e la non contaminazione da inquinamenti ambientali, un sostegno più deciso ai prodotti biologici, e criteri di maggiori rispetto ambientale, senza penalizzare i produttori locali.

A sostegno della legge sono intervenuti  Andrea Zanoni  del Pd (“una legge importante, primo passo per valorizzare i prodotti locali e contenere i consumi di carburanti e le emissioni inquinanti nell’atmosfera”) e  Roberto Bet  dell’intergruppo Lega-Liga veneta che ha proposto di promuovere i prodotti tipici e locali “a partire dalle scuole, tra gli studenti”, e anche nei distretti del cibo, già presenti nel territorio veneto”, nonchè il presidente della commissione Agricoltura e attività produttive  Marco Andreoli  che ha curato l’istruttoria del provvedimento.

Insieme al testo di legge l’aula ha approvato anche un ordine del giorno, presentato da  Erika Baldin  (M5S), che impegna la Giunta ad aumentare progressivamente, dal 30 al 50 per cento, la quota del valore dei prodotti a chilometro zero acquistati, per le aziende che si avvalgono del logo relativo. Voto contrario, invece, all’ordine del giorno proposto da Cristina Guarda (Europa verde) che invitava la Giunta regionale a farsi carico di indicazioni, monitoraggi e iniziative perché i prodotti locali siano ‘a zero rischio’ di contaminazione da Pfas.

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