CRV - Piena integrazione scolastica di studenti con diabete, epilessia e altre patologie croniche

(Arv) Venezia 7 mar. 2022 –  Anche i bambini e i ragazzi che necessitano di ricoveri ospedalieri e di cure domiciliari hanno il diritto di poter studiare, di frequentare la scuola e di conseguire le tappe del percorso scolastico come i loro coetanei. Lo specifica, nero su bianco, la nuova legge approvata dal Consiglio regionale del Veneto, su proposta della consigliera polesana  Simona Bisaglia  (Lega-Lv). La nuova legge – varata con consenso bipartisan - rafforza le linee di indirizzo ministeriali già esistenti per la scuola in ospedale (SiO) e per l’istruzione domiciliare (ID) e specifica che tutti gli alunni con problematiche di salute, che possono causare assenze dalla classe per degenze in ospedale o per effettuare cure domiciliari, hanno diritto ad essere seguiti dai loro insegnanti, a rimanere al passo con le attività della loro classe e ad essere sostenuti, alla pari dei loro coetanei, nei percorsi di apprendimento e nel conseguimento dei risultati scolastici. “Questa iniziativa legislativa – ha spiegato la proponente – è nata dalle segnalazioni espresse da famiglie di ragazzi che soffrono di diabete o di epilessia, e che in ambito scolastico si trovano a scontare carenze assistenziali e difficoltà nel seguire le attività curriculari. Sono almeno 6mila ragazzi (e famiglie) in Veneto che scontano queste difficoltà: nessuno deve sentirsi escluso o messo ai margini nella comunità scolastica. Il principio-guida che vogliamo affermare è che tutti hanno diritto alla scuola, non solo come esperienza di apprendimento culturale, ma anche come esperienza di partecipazione, socializzazione e crescita interpersonale. Le nuove disposizioni prevedono interventi di formazione per il personale scolastico in modo che i ragazzi possano assumere i farmaci prescritti ed essere soccorsi in modo adeguato dagli operatori scolastici nell’eventualità di eventi critici. La formazione, che sarà affidata alla Fondazione Scuola di Sanità pubblica, dovrà aiutare docenti e ausiliari a sviluppare un approccio attento e multidisciplinare alle complesse problematiche che uno studente con problemi di salute e la sua famiglia possono incontrare in ambito scolastico. Si prevedono inoltre contributi specifici agli istituti scolastici perché investano in tecnologie e in dispositivi informatici per attività didattiche a distanza”.

Per il primo triennio di applicazione (2023-2025) la nuova legge ha una dotazione finanziaria di 33.900 euro l’anno, da ripartirsi in contributi alle scuole per la formazione degli insegnanti e del personale scolastico e in contributi per l’acquisto di tecnologie che facilitino l’attività didattica a distanza. In sede di prima applicazione della legge, verrà individuato un istituto per provincia, scelto di comune intesa tra Regione e Ufficio scolastico regionale, dove sperimentare tale approccio inclusivo.

Sostegno e plauso al provvedimento sono stati espressi dal portavoce dell’opposizione  Arturo Lorenzoni  e dalla consigliera  Erika Baldin  (M5S), che tuttavia avevano proposto - senza successo - alcune modifiche lessicali al testo per renderlo coerente con l’approccio inclusivo e di rispetto per la persona. Anche  Cristina Guarda  (Europa Verde) aveva suggerito, senza trovare consensi nella maggioranza, di privilegiare investimenti nell’informatica ‘verde’ ( green computing ) per garantire all’iniziativa le migliori opportunità di successo. “L’esperienza della didattica a distanza durante il Covid – ha aggiunto  Annamaria Bigon  (Pd), vicepresidente della commissione sanità – ci ha mostrato quanto le nuove tecnologie e una scuola moderna e attrezzata siano importanti per classi inclusive, attente ai bisogni dei ragazzi più in difficoltà”.  Elena Ostanel  (Veneto che vogliamo), insieme a Erika Baldin, hanno messo in luce l’esiguità delle risorse previste per realizzare gli scopi della legge. Dai banchi della maggioranza  Stefano Giacomin  (Lega-Lv) ha raccomandato maggior dialogo e collaborazione tra scuola e servizi sanitari per il pieno inserimento scolastico di studenti con problemi di salute. 

 

 

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