Ministro del Tribunale Costituzionale del Cile borseggiato a Venezia


(Arv) Venezia 14 mar. 2024 -   “Che immagine di Venezia viene rilanciata, in ambito internazionale, se ad essere vittima di borseggi, furti ed episodi di microcriminalità non sono solo cittadini e turisti ma anche personalità dall’alto spessore istituzionale, il cui ruolo politico e sociale li pone in condizioni di particolare visibilità, accendendo quindi un macroscopico faro sulle condizioni di sicurezza del capoluogo lagunare? Il furto subito da José Ignacio Vásquez Márquez, Ministro del Tribunale Costituzionale del Cile, in visita istituzionale a Venezia, e del quale sono stato prontamente informato dal collega Luciano Sandonà, è un pessimo biglietto da visita per la città e i suoi effetti ricadono non solo sulla vittima ma anche sulla città stessa delineando un contesto generale di insicurezza e pericolo. L’episodio di oggi è purtroppo solo l’ultimo di una lunga lista: solo qualche mese fa ad essere derubata fu la ministra della cultura brasiliana. La necessità di assumere provvedimenti adeguati è cogente e urgente”. Lo afferma il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti commentando l’episodio di microcriminalità di cui è stato oggetto José Ignacio Vásquez Márquez, Ministro del Tribunale Costituzionale del Cile, in visita istituzionale a Venezia. Al commento del Presidente Ciambetti si aggiunge quello del Presidente della Prima Commissione Luciano Sandonà (Zaia Presidente): “Al consolato onorario del Cile arrivano segnalazioni mensili di furti di passaporti compiuti ai danni di turisti in visita a Venezia ma sono molte anche quelle che arrivano da altre rappresentanze consolari. Chi commette simili reati non osserva distinzioni di razza, nazionalità, status sociale e cariche pubbliche o private e agisce in modo organizzato, peraltro conoscendo benissimo la legge e mandando a delinquere soggetti che godono di una sostanziale impunità”, - spiega Sandonà, che prosegue – “Episodi a quali assistiamo quotidianamente non possono essere derubricati come reati minori: i loro effetti hanno infatti una ricaduta a cascata su un contesto ben più ampio, capace di causare un effetto moltiplicatore negativo che danneggia non solo le vittime dirette ma ne causa molte altre, di indirette. Agire in modo tempestivo è fondamentale”.
“La piaga dei borseggi nel contesto veneziano è nota da tempo ma recentemente ha visto una recrudescenza ad opera di soggetti organizzati, che si muovono in diverse zone della città, in particolare nei pressi di Rialto, Piazza San Marco e Piazzale Roma, sia tra le calli che sui mezzi pubblici. Adottare nuovi e più efficaci strumenti per aiutare cittadini e turisti è diventata una priorità e proprio con questo obiettivo, a fine gennaio, ho presentato una risoluzione, sottoscritta da molti colleghi ed in attesa di essere approvata, sulla necessità di attivarsi ad ogni livello istituzionale per adottare nuovi ed ulteriori strumenti rispetto a quelli attuali per informare della presenza di borseggiatori e borseggiatrici e sull’esigenza di organizzare squadre antiborseggio in borghese, dedicate esclusivamente alle zone del centro storico veneziano. Qualche mese fa in Consiglio Regionale ho ricevuto una rappresentanza del Comitato CND-Cittadini Non Distratti, impegnato da tempo e in maniera volontaria nel contrasto ai borseggi e ai furti e nella sensibilizzazione dei cittadini e dell’opinione pubblica sul tema della sicurezza. Si tratta di vere e proprie ‘sentinelle del territorio’ che hanno creato, negli anni, una rete di cui fanno parte residenti, commercianti e pendolari. Anche sulla base della loro attività volontaria, e non priva di pericoli, l’invito che rinnovo alle forze dell’ordine è quello di impegnarsi in un’opera capillare di deterrenza affinché si riesca a debellare un fenomeno le cui conseguenze sono pesantissime e non riguardano solo il tema della sicurezza ma si trasformano anche in un danno economico per una città che sfiora i 23 milioni di presenze turistiche annuali. Venezia non ammette cali d’attenzione”, ha concluso il Presidente Ciambetti.

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