Lunedì 07 Giugno 2010

Missione su Marte, in 6 la simulano
Ecco come vivono gli astronauti

Isolati per 520 giorni in pochi metri quadrati, in sei e controllati per ogni minuto da una sorta di Grande Fratello. Sarà così la loro vita mentre andranno verso Marte, così passeranno i loro giorni una volta atterrati sul "pianeta rosso".
E' iniziata così a Mosca "Mars 500", la simulazione di una missione completa su Marte prevista in linea di massima per il 2020: un'esperienza di isolamento di 520 giorni alla quale parteciperanno tre russi, due europei _ tra cui un italiano - e un cinese. Restranno chiusi in quattro container, un quinto sarà aggiunto per simulare  l'ambiente marziano dopo l'"atterraggio".

L'EQUIPAGGIO


Il comandante sarà il russo Alexei Sitev (ingegnere e addestratore dei cosmonauti russi), mentre l'equipaggio è formato dai suoi compatrioti Sukhrob Kamolov e Alexander Smoleevski entrambi medici), l'italo-colombiano Diego Urbina e il francese Romain Charles (ingegneri) e il cinese Yue Wang (anch'egli addestratore nel programma spaziale cinese).
Le particolarità di questa prova sono molte e sarà soprattutto l'impatto psicologico ad essere tenuto d'occhio, oltre a tutti i parametri vitali.

LA PROVA


La simulazione sarà totale: basti pensare ad esempio che quando vorranno comunicare con l'esterno, dopo i primi mesi di "viaggio", dovranno attendere 20 minuti, il tempo di percorrenza Marte-Terra e ritorno. Ma in ogni caso non potranno parlare, per risparmiare energia e larghezza della banda: le loro comunicazioni saranno solo messaggi.  
Oltre ai 250 giorni del viaggio d`andata e ai 240 del ritorno, tre dei sei astronauti dovranno sobbarcarsi ulteriori 30 giorni, simulando la discesa e il soggiorno sulla superficie del Pianeta Rosso sull`apposito modulo spaziale collegato alla navicella.

I PERICOLI


A vegliare sui sei sarà una sorta di Grande Fratello italiano, ovvero un centro pisano composto da istituto di fisiologia clinica del consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), scuola superiore Sant'Anna e università di Pisa rileverà gli effetti della missione simulata Mars 500 sull'asse cuore-cervello-polmoni degli astronauti.
I rischi non sono banali: l`ambiente "marziano" riprodotto dagli scienziati russi è realistico per atmosfera, temperatura, illuminazione e pressione; malfunzionamenti o rotture delle tute spaziali metterebbero a repentaglio la vita stessa dei volontari. In queste condizioni il gruppo di ricerca pisano è chiamato a misurare oggettivamente la vulnerabilità allo stress dell`equipaggio e, contestualmente, verificare sul campo contromisure non farmacologiche che possano migliorare la resa degli individui alla pressione psicologica, spiega Remo Bedini dell`Ifc-Cnr. Sono previste otto sessioni di esperimenti: una all`inizio, una alla fine e sei durante il viaggio. L`equipaggio sarà poi sottoposto dai ricercatori del Centro Extreme a esami psicometrici per la valutazione di alcune funzioni cognitive ed emotive.

u.montin

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