Lunedì 07 Giugno 2010

Dalla Louisiana alla Florida
le spiagge rovinate dal catrame

Come si temeva la marea nera è arrivata in Florida. Vere e proprie palle di catrame sono state ritrovate sulla spiaggia bianca di Pensacola. I bagnanti sono corsi fuori dall'acqua disgustati non appena si sono accorti di nuotare tra i primi segnali che l'incubo del Golfo del Messico stava arrivando anche da loro. In Louisiana buona parte delle coste sono già imbrattate e i media diffondono le foto di pellicani e altri uccelli marini e palustri invischiati in questa melma catramosa color ruggine.
Un disastro ambientale senza precedenti e la situazione, nonostante il successo del "tappo", peggiora ancora. A Grand Isle, in Louisiana, i circa 20mila turisti attesi per la stagione balneare non si sono ancora fatti vedere, e invece sulle spiagge compaiono i primi pellicani coperti da una sottile macchia oleosa. Come in altre occasioni di disastri legati al petrolio, sono proprio le immagini degli uccelli che stanno morendo soffocati dal catrame a suscitare la maggior emozione nel mondo e a dare la misura del dramma per chi abita e lavora nelle zone colpite.
"Non sappiamo dove andrà a finire. Ogni giorno guardiamo le previsioni meteorologiche e preghiamo" è il refrain costante. Dalle coste della Florida a quelle della Louisiana, molti altri imprenditori sono nelle stesse condizioni di chi piange.
La marea nera rischia di essere una catastrofe economica oltre che ambientale. Perdite per miliardi di dollari: danni incalcolabili per l'industria del turismo e quella della pesca. Sono già state chiusi centinaia di allevamenti di ostriche, pesca e commercio di gamberi sono crollati, e da New Orleans a Key West gli albergatori sono nel panico.
Secondo le stime, in questa regione la pesca contribuisce al Pil con ricavi per 1 miliardo di dollari, mentre il turismo ne genera 13 miliardi. Anche se il la maggior parte del pesce consumato negli Stati Uniti viene importato, dalla regione del golfo proviene circa un quinto della produzione totale di ostriche americana e più del 75% di quella di gamberi. L'impatto su turismo potrebbe essere ancora più devastante, specialmente ora che la macchia ha raggiunto le coste della Florida.

u.montin

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