Venerdì 02 Luglio 2010

Springsteen, Kravitz e Subsonica
Una vittoria nella guerra dei decibel

MILANO - "Sforare" di poco gli orari concessi per i concerti rock nei centri abitati non è un reato: giustamente c'è chi parla di sentenza "storica", se non "sentenza rock", di fronte alla decisione del giudice milanese che non ha condannato il manager Claudio Trotta, "reo" secondo l'accusa di avere fatto oltrepassare di "ben" 22 minuti il tempo concesso per l'esibizione di una stella di prima grandezza come Bruce Springsteen il 25 giugno 2008 allo stadio di San Siro.
Il "boss" infatti aveva terminato la performance "oceanica" alle 23,52 invece che alle 23,30 come pattuito. Un fatto che aveva scatenato le ire di un gruppo di una quarantina di residenti della zona che, cronometro alla mano, avevano poi chiesto ben tremila euro di risarcimento ciascuno al management, che includeva anche il promoter comasco Vittorio Quattrone. Ora sono rimasti con un pugno di mosche in mano.
Per la vicenda degli "sforamenti" orari Quattrone era rimasto coinvolto anche in un altro processo, inerente le esibizioni all'Arena Civica di Lenny Kravitz e dei Subsonica il 14 e il 18 luglio, sempre nel 2008.
Tra chi esulta per la sentenza c'è anche l'assessore agli Eventi del Comune di Milano, Giovanni Terzi, che ha parlato di "una sentenza rock". Uno degli avvocati difensori dei manager, Massimo Zorzoli Volpi, ha quindi spiegato che in fondo "non c'è stata alcuna conseguenza sulla salute dei residenti e comunque quella sera è stata un'autentica festa per le sessantaseimila persone presenti allo stadio".

p.batte

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