Domenica 25 Luglio 2010

La marea nera non è sconfitta
e Bp apre pozzi vicino alla Sicilia

LONDRA - La paura della grande marea nera potrebbe contagiare opresto anche l'Italia.  Infatti il gruppo petrolifero britannico British Petroleum ha annunciato  che inizierà "entro alcune settimane" una nuova perforazione nel Mare Mediterraneo, a nord delle coste libiche, confermando così un'anticipazione del Financial Times.
Trivellazioni che saranno fatte a meno di 600 chilometri dalle coste italiane. E questo ha fatto scattare l'allarme politico e delle popolazioni in Sicilia. Il tutto proprio mentre il consiglio d'amministrazione del colosso petrolifero si appresta a nominare Bob Dudley nuovo amministratore delegato al posto del contestato Tony Hayward finito sotto accusa per i suoi comportamenti, anche omissivi, sul disastro nel golfo del Messico.
"Prevediamo di iniziare la prima perforazione nelle prossime settimane", ha detto David Nicholas, portavoce del gruppo BP a Londra. Il portavoce ha ricordato che, in virtù di un accordo firmato nel 2007 con le autorità libiche, il gruppo ha ricevuto l'autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni. "Non li abbiamo ancora calendarizzati", ha aggiunto, precisando che una perforazione "richiede sei mesi o più".
Queste nuove perforazioni avranno luogo nel Golfo di Sirte, al largo delle coste libiche, a "circa 5.700 piedi" (1.700 metri), ad una profondità leggermente superiore a quella di Deepwater Horizon, la piattaforma al largo delle coste della Louisiana, la cui esplosione è all'origine della marea nera nel Golfo del Messico.
L'accordo siglato da Bp con la Libia nel 2007 è oggetto di grande controversia negli Stati Uniti. Il gruppo petrolifero britannico è al centro delle polemiche sul presunto ruolo svolto per la liberazione del libico Abdelbaset al-Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie.
British Petroleum è accusato di avere esercitato pressioni sulle autorità britanniche per ottenere la liberazione di Megrahi in cambio di un contratto di esplorazione di idrocarburi al largo della Libia. Megrahi era stato condannato nel 2001 alla prigione a vita per l'attentato dinamitardo perpetrato nel 1988 contro un Boeing 747 sopra la città scozzese di Lockerbie, che fece 270 morti.

u.montin

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