Martedì 10 Agosto 2010

Body scanner, per ora, inutili
Allarme tumori per le radiazioni

VENEZIA - Servono a poco e, soprattutto, potrebbero essere periciolosi. Molto pericolosi per l'effetto cumulativo delle radiazioni che potrebbe affliggere chi viaggia molto.
Bosy scanner negli aeroporti di nuovo sotto accusa e questo dopo alcuni mesi di sperimentazione. La denuncia arriva da Venezia dove gli strumenti per scoprire chi porta oggetti pericolosi o esplosivi sotto i vestiti piazzati all`aeroporto Marco Polo sono stati smontati e giacerebbero malinconicamente in magazzino. 
La sperimentazione per i controlli di sicurezza sui viaggiatori diretti negli Stati Uninti - ha rivelato il Corriere Veneto- è terminata proprio nel momento di massimo traffico estivo.
Dalle postazioni monitor degli scanner in dotazione, che erano stati messi in funzione alla fine dello scorso marzo, l`immagine che appariva dei passeggeri non è risultata adeguata: non c`era sufficiente dettaglio per consentire agli addetti alla security dell`aeroporto e alle forze di polizia un alto livello di vigilanza.
Per questo, dalle prime settimane di luglio i body scanner non sono più stati utilizzati. La sperimentazione dovrebbe ripartire in settembre, con l`eventuale utilizzo di apparecchi più efficaci che permettano di gestire meglio i flussi di viaggiatori e siano più utili ai controlli anti-terrorismo.
Ma se la sperimentazione ancora non ha dato i risultati attesi, più preoccupante ancora è un aspetto messo in risalto da un famoso oncologo, il dottor Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica all'istituto di tumori di Aviano.
Il luminare infatti non esclude che l'effetto cumulativo delle radiazioni per chi viaggia molto possa provocare danni, come hanno denunciato diverse testate americane.
"Il fatto che in Italia verranno introdotti body scanner a ultrasuoni - ha spiegato Tirelli - è senz'altro più tranquillizzante, anche se rimangono due questioni irrisolte: in primo luogo i cittadini italiani viaggiano nel mondo e possono quindi esporsi a body scanner a raggi x all'estero; in secondo luogo non si capisce quale possa essere l'utilità finale di tali strumenti per combattere un terrorismo che evidentemente non si accontenterà di portare un coltello o pistola sotto la camicia bensì oggetti sofisticati in aree nascoste del corpo dove i body scanner sia a raggi x che a ultrasuoni non potranno mai arrivare".

u.montin

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