Mercoledì 08 Settembre 2010

Cybercriminali senza sosta
Vittime sul web due utenti su tre

SAN FRANCISCO - Circa i due terzi degli utenti di internet nel mondo sono già stato vittime della cibercriminalità e pochi tra di loro ritengono che i truffatori possano essere scovati e puniti: lo rivela uno studio pubblicato dalla società di sicurezza informatica Symantec.
Sulle settemila persone intervistate in quattordici Paesi per questa ricerca, denominata "Norton Cybercrime report: the human impact", il 65 per cento ha detto di essere stato vittime della criminalità su internet.
La Cina si colloca ai primi posti: l'83 per cento degli internauti interpellati ha detto di essere stato già colpito da virus informatici, furto di identità, frode sulla carta di credito o altro, secondo questo studio.
Il Brasile e l'India seguono a ruota, ex-aequo, con il 76 per cento, davanti
agli Stati Uniti (73 per cento). Le vittime, spesso infuriate, hanno la tendenza a non sporgere denuncia perché pensano che ci siano poche possibilità che la loro iniziativa porti qualche risultato, secondo lo studio.
Tuttavia, ricorda Symantec, è determinante segnalare che si è stati vittima di criminalità informatica, perché la polizia può fare controlli e arrivare a conclusioni stabilendo analogie a partire da molti casi simili che, presi isolatamente, sembrano insignificanti.
"I pirati informatici rubano volutamente piccole somme per non farsi rintracciare, ma tutto si somma", ha rimarcato Adam Palmer, principale consulente in materia di sicurezza informatica di Norton, il ramo antivirus di Symantec. Non segnalando un furto "si possono aiutare i criminali a restare oltre il radar", ha concluso.

p.batte

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