Mercoledì 16 Marzo 2011

Nelle sale il film di Dylan Dog
ma sarà troppo "americano"

MILANO «È giusto dirlo a chiare lettere: i lettori italiani di Dylan Dog che vedranno il film si troveranno davanti a tutt'altro personaggio rispetto a quello del fumetto. Purtroppo, è il risultato dell'acquisto dei diritti cinematografici del character - detenuti dal creatore Tiziano Sclavi, ndr - da parte della Miramax che, alla fine, ha dato un taglio decisamente americano alla produzione sfornando così un "action horror movie"...». Parole di Claudio Villa, "papà" grafico dell'"indagatore dell'incubo" 25 anni fa: appena sabato scorso, al «Cartoomics» in Fieramilanocity, il disegnatore di Lomazzo ha ricevuto il «Premio Carlo Jacono 2011» per le copertine di Tex e partecipato alla presentazione del trailer del film «Undead Men» di Alessandra Di Giovanni e Daniele Statella, un western horror in cui ha interpretato un cameo, prima delle tradizionali firme allo stand di Sergio Bonelli Editore.
Oggi, esce nei cinema italiani l'atteso «Dylan Dog - Il film» (titolo originale «Dylan Dog: Dead of Night», Usa, 2010) diretto da Kevin Munroe (infine preferito ai colleghi Breck Eisner e a David R. Ellis nella difficile produzione conclusa dopo sei anni). Non si tratta dell'adattamento di un albo della serie bonelliana a fumetti: è una storia completamente nuova, scritta per l'occasione (sceneggiata da Thomas Dean Donnelly e Joshua Oppenheimer su soggetto di Tiziano Sclavi). Dylan Dog, personaggio basato sulle fattezze di Rupert Everett, ha il volto di Brandon Routh, nel 2006 "uomo d'acciaio" in «Superman Returns» di Bryan Singer. Ha abbandonato il mestiere di "indagatore dell'incubo" e, da Londra, si è trasferito negli States, a New Orleans (!), nel quartiere di Hell's Kitchen - nella New York targata Marvel, proprio il "regno" di Daredevil - che, per Munroe, possiede le stesse sfumature inquietanti della capitale inglese. Non c'è Groucho (troppo cari i diritti d'autore): l'assistente-"spalla" di Dylan è l'irriverente Marcus Adams (Sam Huntington), che a poco a poco si trasforma in uno zombie giallastro. La "bella" di turno è Elizabeth Ryan (Anita Briem): è lei che costringe Dylan a indagare di nuovo nel mondo del paranormale sostenendo che suo padre sia stato ucciso da un mostro. Nel film abbondano i licantropi (Gabriel-Peter Stormare e Wolfgang-Kunt Angle), i vampiri (Vargas-Taye Diggs), gli zombie (Brian Steele) e gli effetti speciali. Ma, senza Londra e senza Groucho, senza ispettore Bloch, senza clarinetto e galeone, senza maggiolone, che Dylan Dog è...
Andrea Cavalcanti

a.cavalcanti

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