Martedì 22 Marzo 2011

Il Duomo di Milano
negli scatti di Anelli 

MILANO «Che meraviglia! Così imponente, solenne, grandioso! E al contempo così delicato, etereo, aggraziato! Un autentico universo di solidità». Così Mark Twain definiva il Duomo di Milano nel 1869 dopo averlo visto per la prima volta. Simbolo storico del capoluogo lombardo il Duomo è una presenza imponente e rassicurante, il centro propulsore e nevralgico della città.
Il fotografo romano Marco Anelli ne ha indagato le prospettive più inedite seguendone il restauro della facciata del 2003. Da questo lavoro, durato sei anni, nasce «All'ombra del Duomo», il volume recentemente pubblicato da Contrasto  che mostra la cattedrale milanese dall'ottica privilegiata delle impalcature dei restauratori.
Con il passare degli anni, delle stagioni e delle diverse condizioni di luce, il bianco e nero di Anelli, complice un raffinato gioco di chiaro scuro, sembra far animare le guglie e i pinnacoli, i doccioni e le statue.
La prospettiva inedita rende così lo spettatore partecipe di uno scenario surreale quanto unico dove l'essere umano, colto col distacco della lontananza, sembra essere l'unica presenza aliena in uno scenario metropolitano che vive di vita propria.
A corredare gli scatti un'interessante antologia di testi di grandi scrittori - da Stendhal a Melville, da Manzoni a Verga, da Gadda a Guareschi, da Hemigway a Nove - tutti ammaliati e folgorati dalla città di Milano e dal suo simbolo per eccellenza.

a.cavalcanti

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