Lunedì 11 Aprile 2011

Gagarin, 50 anni fa
il primo nello spazio

MOSCA - Disteso e ironico. Così appare Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio, nella conversazione con il centro di controllo prima del suo decollo avvenuto il 12 aprile 1961, declassificata nei giorni scorsi in occasione del cinquantenario dell'impresa e pubblicata dal sito lifenews.ru.
«Nel tuo pacchetto hai il pranzo, la cena e la prima colazione. Ci sono salame, confetti e marmellata per il tè. Diventerai ciccione», gli disse Serghiei Korolev, padre dell'astronautica sovietica mentre stava per compiersi l'evento storico. «Appena atterri dovrai mangiare tutto», aggiunse Korolev. «Soprattutto il salame per accompagnare la vodka!», rispose Gagarin. La frase più celebre dell'eroe nazionale sovietico resta però quel «Si parte!».
Il volo del primo uomo nello spazio è durato in tutto 108 minuti, 89 dei quali tra le stelle: il tempo di completare un'orbita attorno alla Terra e di ammirarla come nessun essere umano aveva mai fatto fino ad allora. È cominciata così l'avventura che ha portato gli uomini tra le stelle. Nell'allora segretissima base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, da dove partì Gagarin e continuano a partire le Soyuz, c'è ancora la piccola stanza del primo cosmonauta.
Quattro ore più tardi quel giovane di 27 anni era nell'abitacolo della Vostok. «Vedo la Terra circondata da foschia. Com'è bello», le sue prime parole dallo spazio. Poi il rientro. E l'imprevisto, quando il modulo sferico di discesa non è riuscito a sganciarsi dal modulo con i retrorazzi se non al momento dell'ingresso nell'atmosfera. Quindi il lancio dal paracadute e l'arrivo nella steppa, dove i primi a correre verso di lui sono stati dei contadini.

s.golfari

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