Sabato 16 Aprile 2011

Transgender anti-evasori
l'arma del fisco pakistano

Si aggirano minacciose come una gang, ma sono armate, al massimo, di un abbigliamento ostentato e di rossetto. Sono Riffee, Sana, Kohan: più che nomi di battaglia, nomi d'arte. Eppure, a Karachi - la più grande città del Pakistan - sono assai temute: sono gli esattori fiscali "transgender".

La storia l'ha raccontata la Cnn. Il loro lavoro, ogni mattina, consiste nell'imbarazzare gli evasori a tal punto da convincerli a pagare. Perché in un Paese musulmano molto conservatore come il Pakistan, in fondo, non deve essere così difficile: "La loro presenza causa grande imbarazzo tra le persone" ha dichiarato Sajis Hussein Bhatti, il soprintendente che "sguinzaglia" Riffee e la sua banda. Una mossa quasi disperata - in Pakistan, solo l'1% della popolazione paga le tasse - ma a quanto pare efficace: non ci sono statistiche ufficiali, ma le autorità assicurano che se non lo fosse, non verrebbe ripetuta ogni giorno.

 Le "transgender" ricevono una lista di nomi e, uno alla volta, cominciano a "importunare" i cittadini con telefonate a casa, visite a sorpresa sul posto di lavoro, seguendoli in giro. Fino a quando, incapaci di resistere, gli evasori si arrendono alla loro corte spietata. E decidono, finalmente, di pagare le tasse.

u.montin

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