Domenica 17 Aprile 2011

Dice Aung San Suu Kyi:
«Ora tocca ai giovani»

RANGOON Sono passati ormai 5 mesi dal giorno della sua liberazione: Aung San Suu Kyi è sempre nella sua casa, circondata da un muro, eretto questa volta dai suoi sostenitori, che vogliono proteggerla. Quanto è libera adesso il Premio Nobel per la Pace, si chiede la giornalista del «Guardian» che ha potuto intervistarla, nel varcare l'uscio della sua casa, la sua prigione per 15 anni.
«Se potete far capire alla gente quanto è importante la libertà anche attraverso le arti - spiega Suu Kyi nell'accettare la proposta di dirigere virtualmente il Festival di Brighton - anche questo sarebbe di grande aiuto». «Gli essere umani vogliono essere liberi e per quanto a lungo possanno essere rinchiusi o oppressi, arriverà un giorno in cui diranno "Eccoci, ci siamo", e si ritroveranno a fare cose che non avrebbero mai pensato di poter fare, semplicemente perché è l'istinto umano che fa voltare loro lo sguardo verso la libertà».
Questo momento è arrivato in alcuni paesi arabi, forse anche in Birmania: «Molta gente, specie i giovani, cominciano a capire che se vogliono il cambiamento devono farcela da soli, non può dipendere da nessun altro, neppure da me, fare questo lavoro. Guardate cosa sta accadendo nel mondo, adesso è meno facile ingannare i giovani». «La gente adesso - continua la leader 66enne - sta cominciando ad essere più consapevole del proprio potenziale e questo va incoraggiato».

a.cavalcanti

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