Mercoledì 01 Giugno 2011

Fumetti: Zagor festeggia
il mezzo secolo di vita

MILANO Il primo "Zagorone" e un albo speciale tutto a colori: queste le due pubblicazioni con le quali Sergio Bonelli Editore festeggia il mezzo secolo di Zagor nelle edicole italiane. Finora, il suffisso «-one» era toccato agli albi giganti di Tex, di Dylan Dog e di Nathan Never: debutta nelle edicole italiane il primo "Zagorone", l'albo gigante intitolato «Il castello nel cielo» (soggetto e sceneggiatura di Moreno Burattini, disegni di Marco Torricelli, copertina di Gallieno Ferri), un'avventura allargata al fantasy. Uno scrittore ossessionato dalle visioni che ispirano i suoi racconti giunge a Darkwood, convinto che i fatti e i personaggi dei propri scritti, che un tempo credeva frutto della sua fantasia e dei suoi incubi, possano trovare, invece, una terribile corrispondenza nella realtà. Infatti, creature demoniache cominciano a spargere il terrore nella foresta. E Zagor deve affrontare, con la sua scure, la magia di Koontz, uno stregone giunto da una dimensione misteriosa.
Un altro omaggio ai 50 anni dello "spirito con la scure" sarà il numero 551 della serie mensile, «Lo scrigno di Manito» (soggetto e sceneggiatura di Moreno Burattini, disegni e copertina di Gallieno Ferri) tutto a colorie in vendita da venerdì 3 giugno. Zagor si allea con due prodi guerrieri per combattere insieme antichi e comuni nemici. Qualcuno, infatti, ha tentato di uccidere Molti Occhi e Tonka, il capo dei Mohawk: dopo aver salvato i due amici, l'eroe segue le tracce dei loro aggressori e scopre quale incredibile minaccia incomba su tutta Darkwood.
Creato nel 1961 da Guido Nolitta (pseudonimo sotto il quale si cela proprio lui, Sergio Bonelli) e dall'inossidabile disegnatore Gallieno Ferri, Zagor festeggia i cinquant'anni ma non li dimostra: come quasi tutti gli eroi dei fumetti, non invecchia - a differenza del solo Martin Mystère che, combinazione, proprio quest'anno spegne la trentesima candelina - ed è sempre agile e prestante come ai tempi della prima avventura. E la sua vita edicola è tutt'altro che stentata: oltreche in Italia, è pubblicato con successo in Turchia, in Serbia, in Croazia e in Brasile.
Il vero nome di Zagor è Patrick Wilding. Suo padre, Mike Wilding, è stato un ex ufficiale dell'esercito e il figlio lo ha visto morire, insieme alla madre Betty, per mano degli indiani Abenaki. È stato allora raccolto da uno strano vagabondo di nome Nathaniel Fitgeraldson (detto Wandering Fitzy), che gli ha fatto da padre. Ha giurato vendetta per la sorte dei suoi genitori ma, nel vendicarsi, ha scoperto che anche suo padre uccise tanti indiani innocenti. Zagor prova un forte risentimento verso il padre, da lui ritenuto «un militarista e un massacratore di indiani» (numero 400). Un certo "chiarimento" tra i due si avrà nelle ultime pagine del numero 400 di «Zagor» corrispondente al 451 «Zenith» dal titolo «Il ponte dell'arcobaleno» e pubblicato a colori come ogni centesimo numero di casa Bonelli. E questa scoperta gli ha fatto capire che il bene e il male non stanno mai da una parte sola. Per questo si è poi trasformato in Za-gor-te-nay, «lo spirito con la scure», e da allora si schiera sempre con i deboli e gli innocenti, di qualunque colore sia la loro pelle. Per un errore di stampa, nella prima striscia di Zagor, «La foresta degli agguati», Zagor dice a Cico che i pellerossa lo chiamano «Za-gor-Tehal».
Suo inseparabile compagno è il messicano Cico (il cui nome completo è don Cico Felipe Cayetano Lopez y Martinez y Gonzales y Rodriguez y Ramirez), grassoccio, basso, perennemente alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, un po' tonto, pauroso, ingenuo ed egoista, e protagonista di siparietti comici, spesso causati dalla sua imperizia. Nonostante questo, talvolta le qualità "nascoste" del personaggio sono in grado di stupire positivamente. A Cico ogni anno è dedicato un albo fuori serie, sempre disegnato da Francesco Gamba (tranne i primi cinque, dal 1979 al 1983, realizzati da Gallieno Ferri) nel quale è elevato al ruolo di protagonista.
Zagor indossa una maglia rossa di fattura indiana che raffigura, sul petto, l'Uccello Tuono, all'interno di un cerchio giallo. Abita in una capanna nella foresta di Darkwood circondata dalle sabbie mobili e dalla palude. Le sue armi sono anch'esse simbolo della sua imparzialità tra le razze: la pistola, tipica dei bianchi, e una scure indiana che utilizza una pietra arrotondata. Benché l'ambientazione di Zagor sia prevalentemente western, si differenzia da Tex per l'aspetto assai più fantastico delle sue avventure.
Andrea Cavalcanti

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