Martedì 15 Maggio 2012

Raffella Fico racconta
l'addio con Balotelli

ROMA «Ricordo la volante della polizia, il freddo, la confusione i crampi allo stomaco e un dolore profondo. Mario, perchè lo hai fatto?». Comincia così il racconto di Raffaella Fico che, dopo la fine della sua storia d'amore con il calciatore Mario Balotelli, si sfoga per la prima volta in un'intervista sul numero di "Chi" in edicola domani. E spiega cos'è successo la sera del 29 aprile scorso, quando, a Manchester, si è vista respinta malamente dal fidanzato che, senza darle spiegazioni, non l'ha fatta entrare in casa e ha poi chiamato la polizia per farla allontanare. «"Vai via", ripeteva, "Vai via"». Da quel momento non l'ho più sentito e ancora non conosco il reale motivo del suo atteggiamento. C'è qualcosa di grave a cui non so dare una spiegazione", dice la showgirl napoletana, ex concorrente del Grande Fratello, legata all'attaccante del City di Roberto Mancini da 11 mesi. E a proposito delle numerose scappatelle di lui con escort e pornodive, dice: «So che ha sbagliato, ma si è preso le sue responsabilità, mi ha chiesto scusa e io ho scelto di perdonarlo. Voi pensate che sia una cornuta? Pazienza, non importa. Io ho conosciuto il Balotelli privato, un ragazzo dal cuore d'oro, timido, per niente aggressivo, che io ho amato, anzi amo, con totale onestà. Quando sei innamorata ti fai andare bene tutto».
La Fico racconta anche della proposta di matrimonio ricevuta dall'ex fidanzato: «Mi ha chiesto di sposarlo nel modo più romantico possibile: mi ha spedito i fiori a casa con un biglietto: "Ti amo, vuoi sposarmi?". Ci saremmo sposati entro un anno nella mia città. Non so, forse in Mario c'è un po' di dottor Jekyll e un po' di Mr. Hyde. Spero che ci ripensi, che non butti via tutto così». E, a proposito del rapporto di Balotelli con l'allenatore del City, dice: «Roberto Mancini gli vuole bene. Il mister si è comportato con lui come un padre farebbe con un figlio. Dicono che il prossimo anno tornerà a giocare in Italia? Io non ne sono per niente convinta».

a.cavalcanti

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