Martedì 24 Luglio 2012

Maionchi: «Ci sono dubbi sui talent?
Anche Eros e Nada erano inesperti»

MILANO «I talent show sono interessanti, mostrano quanto sia difficile fare musica e avere una propria unicità». Così Mara Maionchi difende i programmi tv che propongono gare tra giovani artisti in cerca di successo, in un'intervista pubblicata su "Playmusic", il nuovo mensile musicale diretto da Marco Iafrate e edito da Panini Magazines.
Nell'ultimo numero, la produttrice discografica bolognese risponde a chi esprime dubbi sul valore dei talent: «I dubbiosi ci sono sempre stati, anche quando da Sanremo uscivano fuori giovani che prima non avevano fatto nulla, come Ramazzotti e Nada. Loro facevano una normale vita da studenti e poi partecipavano a questi eventi. Può essere la stessa cosa».
Mara Maionchi è nota al grande pubblico come giudice dei due talent più acclamati in Italia, "Amici" e "X Factor", che proprio in queste settimane stanno preparando le prossime edizioni.
Quest'anno tornerà nello show di Maria De Filippi con le idee molto chiare: «L'artista deve avere una personalità e questo avveniva anche prima dei talent - sottolinea la Maionchi nell'intervista - deve sapersi autodefinire e avere il concetto di quello che vuole essere». E quanto dura la carriera di un cantante uscito da un programma tv? «Fino a che si è capaci di riproporsi. Sta tutto nel talento. Altre cose, come i talent show, intervengono molto relativamente».
Il nuovo numero di "Playmusic" è in edicola con due diverse copertine. La prima è dedicata a Luciano Ligabue, di cui pubblica un'intervista esclusiva e una dettagliata discografia. La seconda copertina vede invece protagonista Freddie Mercury, la storica voce dei Queen, come "testimonial" della terza puntata di "Music Story" sulla storia della musica dei "elettrici anni '80".

a.cavalcanti

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