Sacchetti striglia la squadra: «Voglio più sorrisi»
Il coach Vorrei vedere più sorrisi e facce positive, soprattutto quando le cose nel corso della partita non stanno andando bene
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Il Meo Sacchetti che non ti aspetti, dopo una vittoria nella prima partita ufficiale della stagione, in Supercoppa contro l’Urania Milano.
Non è che sia poi così soddisfatto il coach: segno che vuole tenere comunque tutti sulla corda, o abile “bluff” di comunicazione per non illudere i tifosi, da vecchia volpe dei parquet?
Il coach però sembra davvero convinto nella sua analisi - e tanto basta per credergli - mentre mostrava chiaramente il suo poco entusiasmo dopo la vittoria.
«L’inizio è stato buono - spiega il coach biancoblù -, anche alla fine 3-4 minuti di difesa come dico io si sono visti. Ma su un punto c’è poco da discutere: dobbiamo lavorare ancora tanto, sotto tanti aspetti».
Non solo tecnici, a quanto pare: «Si gioca e si sbaglia, ma non voglio vedere facce abbattute in campo. Vorrei vedere più sorrisi e facce positive, soprattutto quando le cose nel corso della partita non stanno andando bene. I giocatori devono iniziare a parlarsi di più. Siamo ancora un po’ indietro sotto questo aspetto, speriamo di riuscire a far capire che questo fattore può aiutarci nei momenti di difficoltà».
Nei sogni di Sacchetti, la squadra dovrebbe andare velocemente al tiro dopo aver recuperato palla. Cosa che si è vista in parte: «Per pochi minuti l’abbiamo fatto, poi molto meno: dovremo farlo per più tempo. A me piacerebbe prendere la palla a rimbalzo e andare subito al tiro: siamo stati lenti, a tratti. Sembravamo dei giocatori di 40 anni, con tutto il rispetto per i giocatori di 40 anni. Certamente, anche per i meriti degli avversari, che hanno cercato di metterci in difficoltà con la loro fisicità».
Intanto, queste partite di Supercoppa hanno già un valore e sono un test importante in vista del campionato: «Teniamo molto a questa competizione, in cui il risultato alla fine un po’ conta. L’atteggiamento quindi comincia a essere importante: ecco perché mi preoccupa il fatto che con le due squadre di A affrontate, Olimpia Milano e Brescia, ho visto la giusta aggressività, mentre contro Cremona e Urania l’ho vista molto meno. Spero non sia una questione di sufficienza con cui si approcciano le partite, sarebbe pericolosissimo».
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