Anche Bisazza contro il Como
«Faccio causa anche io»

«C’era un accordo di tre anni, abbiamo lavorato bene con il settore giovanile, andate a vedere i risultati. Per essere sostituiti da chi?».

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CALCIO COMO

Come le ciliegie, una causa tira l’altra. Causa al Como. Lunedì l’annuncio di Ninni Corda di rivalersi sulla società, impugnando il licenziamento a suo modo di vedere non congruo. Ieri ecco la sortita di Nico Bisazza, responsabile del settore giovanile uscente.

«Avevo un contratto di tre anni, troppo comodo rimangiarsi tutto: farò una causa e non sarò l’unico a farla». L’atterraggio di Michael Gandler, tra Orsenigo soffiato all’asta, partite giocate di pomeriggio per ordine pubblico (il derby) e cause che spuntano come funghi, è stato parecchio turbolento.

Va subito detto, però, che la società ha deciso (come fatto con Corda), di non replicare: avanti per la sua strada, se sarà il caso risponderà in tribunale.

Ancora Bisazza: «Io ho un contratto di tre anni. Passibile di revoca, specie in caso di cambio di proprietario. Ma in ballo non ci sono io: io posso anche fare un passo indietro. Non inseguivo successi personali, non ho portato mio figlio a giocare qui, come hanno fatto altri che pagavano, non ho messo nomi di miei sponsor sulla maglia. Io prendo posizione per i miei tecnici. Bocconcello, Pilia e Massa hanno fatto grandi cose. Io mi sono impegnato per tre anni e ho preso accordi in tal senso con loro. Adesso i soldi del mio impegno triennale investiti (250mila all’anno: fanno 750mila) chi me li dà? Gli allenatori faranno causa a me, e io li dirotterò sul Como». Bisazza ne fa una questione di competenze: «Abbiamo lavorato bene, andate a vedere i risultati. Per essere sostituiti da chi?».

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