Fissore con sei mesi di ritardo
Venne a Como la scorsa estate

«Mi ha colpito subito la particolarità e la bellezza di questo stadio, che non conoscevo»

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Como

Matteo Fissore aveva già sfiorato il Como durante l’estate. Tant’è che la prima volta in cui ha visto la città, e lo stadio Sinigaglia, è stato proprio quando era venuto qui per parlare con i dirigenti di un suo possibile arrivo.

Questa maglia, insomma, era già nel suo destino. «E devo dire che mi ha colpito subito la particolarità e la bellezza di questo stadio, che non conoscevo», racconta il giovane difensore arrivato al Como per dare una mano a una difesa che qualche problema lo ha avuto in questi mesi. Anche di numeri, di poche alternative.

«Io sono un classico marcatore - spiega l’ultimo arrivato alla corte di Gallo -, diciamo un po’ all’antica, un giocatore vecchio stampo. Sono un centrale, mancino, credo che il mio punto di forza sia la determinazione, il carattere. E anche la forza di volontà».

Caratteristiche plasmate attraverso scuole importanti, a cominciare dal settore giovanile granata. «Una piazza come quella, come del resto anche il Genoa, ti fanno sviluppare anche un forte attaccamento alla maglia che indossi. Ti insegnano a dare sempre qualcosa in più».

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