Cascina Mamete in lutto per Aldo Marra chiede il rinvio, ma la Bregnanese si presenta in campo: è polemica

I padroni di casa non avrebbero voluto giocare per la morte dell’ex dirigente accoltellato sabato pomeriggio fuori da un bar a Vighizzolo

Cantù.

Una partita che il Cascina Mamete avrebbe preferito non giocare, travolto da un dolore che lasciava poco spazio al calcio. La sfida contro la capolista Bregnanese Ardor, nel girone G di Seconda categoria, è durata pochi minuti. Il Mamete si è presentato in campo con appena sette giocatori, i pochi che se la sono sentita, e uno striscione per ricordare Aldo Marra, ex dirigente della società, ucciso a coltellate sabato a Vighizzolo di Cantù. Quando la squadra è rimasta in sei dopo che il capitano Terraneo ha deciso di lasciare il campo, venendo meno il numero minimo previsto dal regolamento, l’arbitro ha interrotto il match. Al di là del probabile 3-0 a tavolino, resta da chiarire come si sia arrivati al fischio d’inizio. La Federazione non poteva disporre il rinvio d’ufficio, dal momento che Marra non risultava tesserato per il Cascina Mamete. La partita avrebbe però potuto essere rinviata qualora la Bregnanese Ardor avesse dato il proprio consenso. «Sabato abbiamo contattato la Federazione, spiegandogli quanto fossero scossi i nostri ragazzi. Ci è stato chiarito che il rinvio non poteva essere disposto d’ufficio, perché Aldo non era un nostro tesserato, ma che la partita avrebbe potuto essere rinviata qualora la Bregnanese avesse dato il proprio consenso. Ci è stato però riferito che la società avversaria voleva giocare, così siamo stati costretti a presentarci al campo», racconta Stefano Galimberti, direttore generale del Mamete. Una ricostruzione che non coincide con quella di Fabio Ceriani, allenatore della Bregnanese: «La Federazione non poteva rinviare d’ufficio la partita e noi non siamo nessuno per decidere di non giocare. A noi avrebbe fatto comodo posticipare, visto che tra tre giorni abbiamo la gara Coppa Lombardia, ma non presentarci avrebbe significato perdere 3-0 a tavolino, oltre a una multa e a una penalizzazione di punti». Ora la parola passa al giudice sportivo, chiamato a stabilire l’esito dell’incontro, con il 3-0 a tavolino in favore della Bregnanese Ardor che resta l’ipotesi più probabile. Resta però l’amarezza per una vicenda che avrebbe forse meritato una soluzione diversa. Un rinvio, probabilmente, sarebbe stata la scelta migliore per tutti, lasciando almeno per una domenica il calcio in secondo piano.

L. Spo.

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