Diao fuori un mese
L’infortunio Rientro con l’Inter? Più facile dopo la sosta. La diagnosi sul giocatore che non ha finito di essere tormentato da guai fisici come un anno fa. Fabregas: «Kean migliora, manca una settimana o dieci giorni. Occhio, a Firenze sarà una partita difficile»
Lettura 1 min.Como
Non ci sono buone notizie per il Como. Assane Diao salterà la gara esterna con la Fiorentina, ma si attendeva di conoscere la reale entità dell’infortunio che si è procurato nell’azione da gol contro il Feyenoord: una lesione di primo grado al flessore della coscia sinistra, che lo terrà ai box almeno per le prossime tre settimane. «Restando molto positivi, magari per l’Inter potrebbe farcela a tornare», ha spiegato ieri Cesc Fabregas, alla vigilia seconda trasferta nel giro di tre giorni, dopo quella di Champions League. Sono scongiurati scenari peggiori, mentre resta il ricordo dell’infortunio del 15 dicembre 2025: all’Olimpico contro la Roma, dopo uno scatto di 60 metri verso la porta e il successivo contrasto, l’esterno senegalese era rimasto fuori per oltre due mesi. Capocannoniere della squadra insieme a Tasos Douvikas (quattro reti a testa tra campionato e coppe), Diao dovrebbe tornare a disposizione dopo la prossima sosta per le nazionali, in vista della gara casalinga contro il Cagliari del 21 novembre. Al Franchi non ci sarà nemmeno Moise Kean, che si perderà la sfida da grande ex. Sul suo recupero, invece, sono emersi importanti aggiornamenti. Dopo il colpo rimediato in Nazionale contro il Belgio, il classe 2000 ha saltato le ultime due gare del Como e dovrà attendere ancora prima di tornare a disposizione: «Manca un “pezzettino”, magari una settimana o 10 giorni ancora. Non lo so con certezza, ma sta meglio», ha assicurato Fabregas, che continuerà a seguire insieme allo staff medico l’evoluzione del problema alla tibia. Tuttavia, non c’è un attimo di tregua: la testa deve tornare sul campionato. Il settimo turno con la Fiorentina richiederà rinnovate energie fisiche e mentali ai lariani, in cerca di punti per dare seguito all’ottimo avvio di stagione.
«La squadra sta bene. Siamo consapevoli che sia un anno nuovo per noi tutti, anche per la società. Stiamo tranquilli: c’è un adattamento in corso, era chiarissimo a inizio stagione», ha sottolineato la guida spagnola. Se Fabregas predica fiducia e pazienza, la formazione di Paolo Vanoli, dal canto suo, ha bisogno di risalire la china e attraversa un momento complicato. Soprattutto tra le mura amiche: al Franchi non vince in Serie A da sei partite e l’ultimo successo risale al 13 aprile scorso, quando superò la Lazio per 1-0. Da allora sono arrivati quattro pareggi e due sconfitte. Il tecnico del Como, però, non si fida della situazione dei viola: «Ci aspetta una gara molto dura, in un grande stadio e contro una squadra forte, guidata da un grande allenatore». Ma l’attenzione del tecnico lariano è rivolta anche alla qualità della rosa, composta da «bei giocatori», come Arthur Atta e Matteo Pellegrino, oltre a Franco Mastantuono e Nicolò Fagioli, più volte richiamato da Fabregas quando parla dei calciatori italiani che rispecchiano le sue preferenze tecniche («Fagioli o Tonali sono bravissimi, anche Pio Esposito, ma loro giocano in squadre fortissime e valgono tantissimo») . La posizione della Fiorentina nelle zone basse della classifica, dunque, non deve trarre in inganno.
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