Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

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di Mario Schiani
Lunedì 10 Aprile 2017

Fosso o fesso

Ci sono ricerche destinate a far discutere. Non ultima quella proposta dalla Florida Gulf Coast University, i cui risultati sono tutti da leggere. La ricerca, infatti, finisce per associare l'intelligenza alla pigrizia e l'attività a un difetto della medesima. In altre parole: i pigri sono più intelligenti dei solerti. Vedete qualcuno sfrecciare impegnato nella sua quotidiana razione di jogging? Non fermatelo per chiedergli di spiegarvi la meccanica quantistica. Otterrete più successo rivolgendovi a un tizio spaparanzato sul divano.

In estrema sintesi, i ricercatori sostengono che chi fa grande uso del pensiero (a costoro viene attribuita la definizione di "intelligenti", una scelta che potrebbe anche essere discutibile) trova piacere e interesse nel farlo e non ha bisogno di riempire il suo tempo con attività che lo proiettano fuori da se stesso. L'agire nella realtà sarebbe in molti casi - sempre secondo la ricerca - una risposta al bisogno di riempire il vuoto lasciato dall'assenza del pensiero. Qui la cosa si complica, però, perché i pigri-intelligenti sono perfettamente in grado di capire, in quanto intelligenti-pigri, che vegetare non è cosa che faccia bene alla salute e quindi, nonostante tutto, finiscono per unirsi alla schiera degli attivi-meno intelligenti. Ora, come distinguere un pigro-intelligente da un attivo-meno intelligente se tutti e due sfrecciano davanti a casa in tuta con il cardiofrequenzimetro allacciato dove si allacciano i cardiofrequenzimetri?

Problema non da poco. Potrebbe darsi che il pigro-intelligente, anche se mascherato da attivo, non riesca del tutto a sopprimere la tendenza a rifugiarsi nel pensiero (Einstein riusciva a perdersi a due passi da casa) e che quindi, distratto, vada a sbattere di continuo contro lampioni e semafori. D'altra parte, l'arrivo-meno intelligente non incorrerà mai in incidenti del genere. Dunque, possiamo dire che se vediamo uno jogger sbattere contro un muro è quasi certamente una persona intelligente, anche se in quel momento fa decisamente la figura del fesso. Invece, il corridore che lo soccorrerà sarà il meno intelligente, anche se in quel momento chiaramente si identificherà come il più sveglio.

Il problema come si vede ancora non è risolto del tutto. Quasi quasi ci penso su mentre vado a fare una passeggiata, anche se, capirete, non vorrei finire in un fosso o passare per fesso.

di Mario Schiani

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