Ieri, oggi e domani

Secondo un sondaggio pubblicato nel giorni scorsi, se si andasse a votare oggi l’unica possibile alleanza in grado di governare il Paese sarebbe quella tra Grillo, Salvini e Meloni. L’unica, per essere chiari, che “avrebbe i numeri”, anche se bisognerebbe discutere se concedere a questa espressione solo il significato letterale o anche quello esteso.

Di certo una coalizione nata dall’asse Milano-Genova-Roma (e il riferimento all’asse non è forse storicamente inadeguato) sarebbe senz’altro colorita ma naturalmente, come sempre quando si parla (anche) di Salvini, il pensiero non può che correre al Principio di indeterminazione di Heisenberg.

In parole poverissime, il Principio di cui sopra dice -t ra l’altro - che non è possibile misurare un sistema quantico senza perturbarlo. La misura stessa modifica e il sistema e lo condiziona.

Così è, in fondo, anche per i sondaggi. A essere precisi bisogna dire che a condizionare il sondaggio non è il sondaggio stesso: più esattamente, è la materia stessa a rendersi inafferrabile, mutando di continuo sotto l’effetto di condizionamenti imprevedibili quanto superficiali e di manipolazioni maliziose quanto irresponsabili. La politica e i giornali, poi, mandano avanti i sondaggisti, con i loro strumenti ottusi, a prendere misurazioni che, se riflettono la situazione di ieri, hanno solo una vaga somiglianza con l’oggi e nulla a che vedere con il domani.

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